La degenerazione dei fotorecettori della retina è una delle cause più frequenti di cecità, sia nelle malattie congenite che in quelle legate all’età, come la degenerazione maculare senile, prima causa di perdita della vista negli anziani. L’impianto di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale potrebbe rappresentare una scorta di cellule specializzate, i fotorecettori, in grado di riparare la retina, portando a un recupero della vista. A suggerirlo sono i risultati di una sperimentazione condotta sui topi da Deepak Lamba, Juliane Gust e Thomas Reh, ricercatori del Dipartimento di strutture biologiche dell’Università di Washington a Seattle, pubblicati sulla rivista internazionale Cell Stem Cell. Lo stesso gruppo di ricerca aveva già dimostrato in precedenza la possibilità di ottenere cellule della retina da cellule staminali embrionali, ma ora è stato fatto un ulteriore passo in avanti, dimostrando che le cellule staminali iniettate per via intraoculare possono addirittura migrare nella retina del topo, arrivando a differenziarsi, sotto opportuni stimoli, in coni e bastoncelli, i fotorecettori retinici. Ma come si è svolta da un punto di vista pratico la sperimentazione? Le cellule staminali embrionali sono state trasferite su roditori in cui è stata riprodotta una malattia della retina, l’amaurosi congenita di Leber, ripristinando negli animali la capacità di percepire la luce. Certo, per ora è solo una speranza, ma se la sperimentazione funzionerà anche sull’uomo, potrebbe in futuro diventare una realtà terapeutica.