Uno studio multicentrico europeo-statunitense, che ha confrontato per la prima volta gli effetti dei trapianti di staminali dopo chemioterapia, secondo la fonte di prelevamento ante-chemio ha esaminato 1240 adulti con leucemia acuta dal 2002 al 2006 ed è emerso che le staminali provenienti dal cordone ombelicale sono preferibili a quelle prelevate dal circolo sanguigno o dal midollo, in quanto a decessi correlati al trapianto, remissione di malattia e sopravvivenza assoluta, perfino quando manca più di un fattore di istocompatibilità nei tessuti del donatore e del ricevente. Uno studio di fase 1 del Cancer Research Centre, di Seattle, ha invece dimostrato che coltivando staminali da cordone ombelicale prima del trapianto si riesce a dimezzare i tempi di attecchimento nei malati di leucemia mieloide acuta: “Un passo avanti importante per i rischi infettivi cui è esposto il paziente durante l’immunodepressione indotta contro il rigetto”, dice l’ematologo-oncologo Roberto Stasi, dell’ospedale Regina Apostolorum, di Albano Laziale.