Staminali sempre più intelligenti e perspicaci: un recettore, chiamato, TLR2, è stato scoperto su queste cellule (già identificate anni fa nel rene) isolate da reni umani da ricercatori dell’Università di Bari. Il TLR2 potrebbe funzionare da sensore in grado di far percepire alle staminali un danno nei tessuti circostanti e quindi anche nel rene. Attivando così processi riparatori nei danni acuti e cronici del rene.
I risultati della ricerca, coordinata da Fabio Sallustio, del laboratorio di Nefrologia del Policlinico di Bari, sono stati pubblicati sulla rivista americana Faseb Journal e sono stati presentati a San Diego, California, in occasione di un recente congresso americano di nefrologia.
Lo stimolo di questo recettore attiva le cellule staminali localizzate nel rene, inducendole a proliferare direttamente o spingendo altri tipi di cellule ad intervenire nei processi di rigenerazione. I ricercatori sono riusciti a far differenziare le cellule staminali in cellule renali più velocemente del normale, proprio inducendo la stimolazione del recettore TLR2.