Arriva dall’Università di Verona la notizia della scoperta di una nuova popolazione di cellule staminali (Leptomeningeal Stem Cells): si tratta di cellule immature situate nelle meningi, le membrane che ricoprono il sistema nervoso centrale dei mammiferi, capaci di differenziarsi in neuroni maturi e attivi.
Questi risultati, frutto di uno studio condotto nel Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali, coordinato da Mauro Krampera, ricercatore della sezione di Ematologia, e nel Laboratorio di ricerca della sezione di Farmacologia diretta da Guido Fumagalli, grazie all’impegno di Francesco Bifari e Ilaria Decimo, confermerebbero che il cervello possiede una capacità rigenerativa maggiore di quanto si è sempre ritenuto. I risultati della ricerca, condotta per ora solo sui ratti, sono stati pubblicati sulla rivista ”Journal of Cellular and Molecular Medicine” e potrebbero portare in futuro, se confermati anche nell’uomo, a nuove prospettive terapeutiche per le malattie degenerative neurologiche, come il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer o la sclerosi multipla.
La ricerca ha ricevuto un primo riconoscimento in occasione del ”5th International Stem Cell School in Regenerative Medicine, Berlin-Rostock”, organizzato in Germania alcuni mesi fa e a cui hanno partecipato i maggiori esperti internazionali sulle staminali.