Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Circulation Research”, condotta alla Keio University School of Medicine di Tokio, le cellule staminali mesenchimali ricavate dal sacco amniotico (in particolare dalla membrana, la parte più interna) sarebbero in grado di riparare le pareti cardiache danneggiate (per esempio, da un infarto) in modo più efficace rispetto a quelle prelevate dal midollo osseo o dal grasso. I ricercatori, che hanno lavorato su animali di laboratorio infartuati, ricostruendo in parte la struttura cardiaca con staminali prelevate dalla membrana amniotica, hanno dimostrato che un terzo di queste cellule è poi funzionante. Una volta iniettate le cellule cardiache in cavie, è stato verificato un miglioramento della funzione cardiaca e una riduzione dell’area danneggiata. I topo non trattati con le staminali mostravano un minore funzionamento del muscolo cardiaco.