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Libri: “La paura delle biotecnologie” di Francesca Ceradini - Aracne editrice

la-paura-delle-biotecnologie-fceradini-copertina.jpgSe il Dna è un codice, ovvero nient’altro che una serie d’istruzioni, allora queste istruzioni possono essere lette e riprogrammate. Con questa potente metafora i ricercatori diventano manipolatori del vivente e le biotecnologie non sono altro che il loro strumento di azione. Ma cosa sono effettivamente queste biotecnologie di cui oggi tanto si parla? Come hanno fatto ad invadere così prepotentemente la nostra vita quotidiana — le troviamo sui giornali, nei supermercati, nei film e persino nelle pubblicità — e soprattutto, perché sono tanto temute? Per dare delle risposte il libro segue un percorso cronologico,che va dagli anni Ottanta, con il caso “mucca pazza” che rappresenta il più grande scandalo alimentare che l’Europa ricordi, fino ai giorni d’oggi con il dibattito sugli Ogm e sulla clonazione. Ci si trova di fronte ad un racconto, dal linguaggio semplice, divulgativo, e a volte ironico, che analizza gli eventi chiave che hanno portato a quel aspro e spesso impermeabile dibattito pubblico del quale siamo oggi spettatori. Una situazione che riflette un profondo e generale mutamento nel rapporto tra scienza e società, un rapporto spesso conflittuale che ha un urgente bisogno di un nuovo modo di comunicare la scienza.

Francesca Ceradini, nata a Roma nel 1971, è biologa molecolare. Dopo 12 anni di esperienza di ricerca di base, in Italia e all’estero, lavora oggi nell’ambito della comunicazione della scienza. È responsabile scientifico di Parent Project Onlus, un’associazione che sostiene la ricerca per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, e collabora come freelance con diverse testate giornalistiche di scienza.

leggi la recensione di Nicoletta Guaragnella