Quarant’anni fa Richard Gatti operò il primo neonato. Oggi annuncia: presto esperimenti su infarti e diabete. Il quotidiano “Libero” pubblica un’intervista di Luisa Monini a Richard Gatti, dell’Università della California di Los Angeles. Artefice e piioniere dei quell’intervento, il primo trapianto di cellule staminali eseguito in America su un bambino votato a morte certa per una grave malattia congenita del sangue, poi salvato dal trapianto di cellule emopoietiche prelevate dal midollo osseo. Nell’intervista il dott. Gatti parla anche dell’importanza delle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale.
“Il cordone ombelicale - dice - è una fonte sicura e importante di cellule staminali plastiche e versatili, con caratteristiche proprie che le rendono meno aggressive dal punto di vista immunologico nei confronti dell’ospite, cosa che consente di usare criteri meno restrittivi in termini di compatibilità nella selezione dell’unità cordonale rispetto alla scelta di un donatore volontario di midollo. Il problema è la quantità di cellule che è bassa. In circa 100 ml di sangue aspirato dal cordone sono contenute cellule staminali sufficienti per un trapianto in bambini e giovani adulti sino ad un peso di 40 - 50 kg. Garzie a sofisticate tecniche di laboratorio oggi però le cellule possono essere amplificate, aumentate cioè di numero e quindi usate anche per la cura di persone adulte. La vera differezna tra queste cellule staminali rispetto a tutte le altre è nella loro facile reperibilità; si trata infatti di utilizzare lo stesso cordone ombelicale che fin dall’inizio della storia dell’umanità veniva gettato subito dopo il parto perchè inutile. Oggi il cordone ombelicale può essere conservato in “banche private” o donato a “banche pubbliche”, a seocnda della legislazione dei differenti Paesi (in Italia è lecita la donazione a banche pubbliche ma non la gestione privata - ma si può esportare all’estero n.d.r.) ed essere impiegato sia come riserva di cellule per la salute futura dei figli, sia, in caso di compatibilità, per trapianti a terzi”.
scarica il pdf dell’articolo