La Santa Sede non vuole ripetere gli errori del passato. E si apre alla ricerca sulle cellule staminali perchè “le condanne potrebbero essere frutto degli stessi preconcetti con cui si condannava la teoria copernicana ai tempi dello scienziato pisano”. Ad affermarlo è monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Vaticano. Secondo Pagano, il caso di Galileo deve insegnare alla Chiesa un atteggiamento che vale anche nella nostra epoca: una certa prudenza, la necessità di approfondire questioni come la ricerca, le staminali, la genetica.
Fonte La Repubblica