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DAL LIQUIDO AMNIOTICO CELLULE STAMINALI EMATOPOIETICHE

feto-in-utero.jpgCellule progenitrici del sangue (staminali ematopoietiche) sono state individuate nel liquido amniotico di topi e esseri umani e potrebbero in futuro essere impiegate per curare malattie genetiche su feti malati ancora in utero. A confermarlo sono i risultati di una ricerca pubblicata ad aprile sulla rivista Blood, condotta da un team di ricercatori italiani e francesi, che da tre anni stanno conducendo uno studio tra Parigi (Dipartimento di Bioterapia dell’ospedale Necker), Londra e Padova, finanziato dalla Fondazione Citta’ della Speranza, una Onlus che raccoglie fondi per la ricerca sui tumori infantili.
Secondo i ricercatori, se il feto fosse affetto da una patologia genetica
individuata grazie alla diagnosi prenatale (l’amniocentesi), le staminali ematopoietiche del liquido amniotico potrebbero essere prelevate, corrette e iniettate nel bambino al momento della nascita o quando ancora si trova utero, senza rischio di rigetto. Ancora una volta si conferma l’importanza della donazione autologa del sangue del cordone ombelicale, per avere una riserva di cellule staminali ematopoietiche proprie criocongelate, da utilizzare a scopo terapeutico senza rischio di rigetto.