Sono tre i tipi cellulari utilizzabili dalla ricerca: le cellule staminali embrionali, completamente indifferenziate e capaci di trasformarsi in qualsiasi organo o tessuto, le cellule adulte (che non dovrebbero essere chiamate staminali, ma progenitrici) e le staminali pluripotenti indotte (iPS), derivate da cellule somatiche adulte specializzate (come quelle della pelle o dei capelli) riprogrammate artificialmente, il cui programma genetico è stato azzerato con l’aiuto di geni veicolati nella cellula da un virus reso inoffensivo. In altre parolo, si tratta di far tornare bambina una cellula adulta, senza utilizzare embrioni. L’uso di queste cellule, dette perciò cellule “bambine”, create nel 2006 al team del Dottor Shinya Yamanaka dell’Università di Kyoto, in Giappone, e versatili quanto quelle embrionali, sta diventando più sicuro grazie a nuove tecniche che eliminano il virus potenzialmente dannoso.