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CELLULE DEL TIMO TRASFORMATE IN STAMINALI MULTIPOTENTI DELLA PELLE

ricercatori.jpegCellule epiteliali del timo, organo del sistema immunitario situato dietro lo sterno, sono state trasformate in cellule della pelle, malgrado la loro differente origine embriologica: il risultato, ottenuto finora su cellule di ratto, prelevate, isolate e coltivate in laboratorio in presenza di fattori di crescita,  è stato pubblicato su Nature ed è frutto dei progetti EuroStemCell, EuroSyStem e OptiStem, promossi dalla Commissione Europea e della ricerca  coordinata da  Yann Barrandon. Le cellule epiteliali  timiche trasformate in cellule cutanee senza aver subito prima alcuna modificazione sono state poi trapiantate in un lembo di pelle coltivato artificialmente. Si tratta di un risultato importante perchè anche dopo un anno le cellule ottenute sono state in grado di rigenerare le cellule della pelle, garantendo la funzione dei follicoli piliferi. Secondo i ricercatori, l’esperimento dimostra che i segnali provenienti dal  ”micro-ambiente” sono sufficienti a riprogrammare cellule di tipo diverso.

CELLULE “BAMBINE” PER STUDIARE IL MORBO DI PARKINSON

vecchio.jpegUn team di ricercatori inglesi dell’università di Oxford userà le cellule staminali pluripotenti indotte (Ips) ottenute da cellule adulte per studiare gli effetti sui neuroni del morbo di Parkinson, malattia sempre più comune nei prossimi anni a causa dell’allungamento della vita media. Lo studio, stando alla BBC che ha divulgato la notizia, è il primo di questo genere a non coinvolgere le staminali embrionali. I ricercatori preleveranno cellule della pelle da 1000 pazienti affetti dal morbo di Parkinson e le faranno diventare cellule cerebrali portatrici della malattia: l’obiettivo è comprendere le varie fasi della sua evoluzione, superando così i problemi tecnici legati alla difficoltà di ottenere neuroni prelevati direttamente dai pazienti. Secondo Richard Wade-Martins, capo dell’Oxford Parkinson’s Disease Centre, una volta ottenuti i neuroni dei pazienti, si potrà confrontare il loro funzionamento con quello di cellule di persone sane, per riuscire comprendere meglio il danno neurologico in questa patologia.

ARTICOLAZIONI RICOSTRUITE CON LE STAMINALI NEI CONIGLI

Ricostruire le articolazioni stimolando le cellule staminali a riparare l’articolazione danneggiata: lo ha dimostrato uno studio condotto per ora su conigli e pubblicato sulla rivista Lancet da Jeremy Mao e il suo team della Columbia University Medical Center di New York.  I ricercatori hanno prelevato l’articolazione della coscia della zampina anteriore  a 10 conigli, inserendo poi al loro interno un’impalcatura (scaffold) arricchita di fattori di crescita. Le cellule staminali richiamate nell’articolazione dai fattori di crescita si sono moltiplicate localmente ed hanno rigenerato i tessuti osseo e cartilagineo.

AL BURLO GAROFALO DI TRIESTE BAMBINO IN CURA CON STAMINALI DEL PAPA’

Cellule staminali adulte per un bambino di pochi anni ricoverato al Burlo Garofalo di Trieste per una rara malattia (di cui non è stato svelato la natura per motivi di privacy): a permettere la terapia è il Ministero della Salute. Il ministro Ferruccio Fazio, in occasione della presentazione dell’agenda bioetica del governo, ha messo in contatto l’ospedale triestino con il San Gerardo di Monza, dove vengono sviluppate cellule staminali adulte. Per ora al bambino vengono date cellule staminali non specifiche, ma entro 40 giorni sarà curato con quelle del padre, l’unica strada terapeutica possibile.

NUOVO STUDIO SU STAMINALI NELL’INFARTO

Impianto di cellule staminali nel cuore dopo l’infarto: a dimostrane l’efficacia è stato uno studio condotto dal Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare della Clinica Universitaria di Friburgo, in Germania, presentato all’American Heart Association. Nell’esperimento, per ora condotto sui topi, sono state impiantate strutture plastiche minuscole rivestite di cellule staminali ingegnerizzate, che hanno ridotto il danno cardiaco dopo un infarto, ripristinando la  funzionalità cardiaca. Diversi gruppi di ricerca negli ultimi anni hanno impiegato le cellule staminali per riparare i danni del cuore infartuato: non ultimo, un team di ricerca dell’Università di Bristol, guidato da Paolo Madeddu (la ricerca è stata pubblicata lo scorso maggio su Circulation). I ricercatori hanno estratto cellule staminali adulte (che di norma hanno la funzione di fornire nuove cellule specifiche al nostro organismo) dai vasi sanguigni inutilizzati durante gli interventi di bypass aorto-coronarico, usandole poi per stimolare la crescita di nuove arterie.

STAMINALI NELLA CIRROSI EPATICA

fegato.jpegSiamo ancora in una fase sperimentale, ma i primi risultati aprono una speranza nella cura della cirrosi epatica: due pazienti con cirrosi epatica in fase avanzata e in lista di attesa per il trapianto di fegato sono stati sottoposti con successo alla reinfusione intraepatica di cellule staminali midollari, anche se bisognerà aspettare alcuni mesi per valutare le potenzialità del trattamento nella rigenerazione del tessuto epatico e nel  miglioramento della funzionalità del fegato epatica. Per un terzo malato la reinfusione è  prevista a fine luglio. I risultati si devono alle ricerche avviate da anni del professor Roberto Lemoli, dell’istituto di Ematologia del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, diretto dal professor Michele Saccarasi, e del professor Pietro Andreone, dell’Unità Operativa di medicina interna diretta dal professor Mauro Bernardi. Da queste sperimentazioni e dopo l’autorizzazione del ministero della Salute, è nato il primo studio pilota in Italia, realizzato proprio al Sant’Orsola-Malpighi. Il progetto di ricerca è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna in accordo con l’Università degli Studi di Bologna.

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RICOSTRUZIONE CORNEA CON STAMINALI, RICERCA ITALIANA

cornea.jpgTrapianto autologo di cornea, ricostruita con cellule staminali adulte dello stesso paziente: i risultati, pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine, si devono al gruppo di Graziella Pellegrini, del Centro di Medicina rigenerativa ‘Stefano Ferrari’ dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia e di Paolo Rama, dell’Unità di Oftalmologia dell’Istituto San Raffaele di Milano. Lo studio è stato condotto su 112 pazienti colpiti da ustione oculare. La tecnica prevede il prelievo di cornea periferica (il limbus) dall’occhio sano del paziente, poi inviato al laboratorio di terapia cellulare per l’estrazione delle cellule staminali, che coltivate in laboratorio generano un epitelio corneale identico a quello sano, da trapiantare poi nell’occhio danneggiato.

DALLA MEMBRANA AMNIOTICA STAMINALI PER RIGENERARE TESSUTO CARDIACO

images.jpegSecondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Circulation Research”, condotta alla Keio University School of Medicine di Tokio, le cellule staminali mesenchimali ricavate dal sacco amniotico (in particolare dalla  membrana, la parte più interna) sarebbero in grado di riparare le pareti cardiache danneggiate  (per esempio, da un infarto) in modo più efficace  rispetto a quelle prelevate dal midollo osseo o dal grasso. I ricercatori, che hanno lavorato su animali di  laboratorio infartuati, ricostruendo in parte la struttura cardiaca con staminali prelevate dalla membrana amniotica, hanno dimostrato che un terzo di queste cellule è  poi funzionante. Una volta iniettate le cellule cardiache in cavie, è stato verificato un miglioramento della funzione cardiaca e una riduzione dell’area danneggiata. I topo non trattati con le staminali mostravano un minore funzionamento del muscolo cardiaco.

STAMINALI NELLA SCLEROSI MULTIPLA: ENTRO LA FINE DEL 2010 I PRIMI TEST SULL’UOMO

sclerosi.jpegPresto al via la prima sperimentazione sull’uomo con cellule staminali del midollo osseo (mesenchimali) nella cura della sclerosi multipla. Lo studio, che partirà dall’Italia e coinvolgerà circa 20 Paesi,  si avvale di finanziamenti internazionali, fra cui quello dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), che attraverso la propria fondazione sosterrà economicamente i ricercatori.  La sperimentazione è coordinata per l’Europa da Antonio Uccelli, del Dipartimento di Neurologia dell’università di Genova e per il Nord America dal canadese Mark Friedman, dell’università di Ottawa e coinvolgerà circa 150 pazienti nel mondo (20 o 30 in Italia), affetti dalla malattia attiva, ma non in fase avanzata, nei quali le cure tradizionali non hanno dato risultati.

NUOVO PASSO AVANTI NELLA RICERCA SULLE STAMINALI

aha_logo.gifUn gruppo di ricercatori, guidati dall’italiano Paolo Madeddu dell’Università di Bristol, in Inghilterra, è  riuscito ad estrarre cellule staminali adulte (che di norma hanno la funzione di fornire nuove cellule specifiche al nostro organismo) dai vasi sanguigni estratte durante gli interventi di bypass aorto-coronarico e ad usarle per stimolare la crescita di nuove arterie, sostituendo quelle parzialmente occluse. La tecnica innovativa, illustrata sulla rivista scientifica Circulation, e per ora applicata solo sui topi, potrebbe essere impiegata in futuro  per riparare il  cuore dopo l’infarto.  La speranza dei ricercatori è quella di poter iniettare le cellule per riparare anche nell’uomo le arterie danneggiate dall’infarto. Le staminali  sono state estratte dal tratto di vena safena (la vena utilizzata per il by-pass) avanzata  e non impiegata per il by – pass, in una quantità tuttavia non sufficiente per la cura, ma fonte potenziale per far proliferare in laboratorio nuove cellule. 

ESPERTI ITALIANI E STATUNITENSI INSIEME PER STUDIARE LE APPLICAZIONI DELLE STAMINALI INTESTINALI ADULTE

Le cellule staminale dell’intestino, particolarmente attive in quanto devono sostituire ogni 4-7 giorni le cellule vecchie, sono una classe ancora poco conosciuta, ma considerata dai ricercatori molto promettente per la cura delle malattie degenerative. Ora è stato annunciato all’Istituto Superiore di Sanità di Roma che esperti italiani di diversi centri, fra cui la fondazione Scuola medica Salernitana, e americani dell’Università del Maryland lavoreranno insieme per studiarne le applicazioni terapeutiche.
Gli obiettivi, secondo Alessio Fasano, direttore del Mucosal Research Center dell’Università del Maryland, sono l’identificazione delle staminali intestinali, il loro prelievo e trasformazione in cellule pluripotenti.

A ROMA A GIUGNO APPUNTAMENTO CON LE STAMINALI

E’ un periodo di grande fermento per la ricerca scientifica e va segnalato un nuovo appuntamento con le cellule staminali dal 7 al 9 giugno prossimi all’Università “La Sapienza” di Roma, a cui parteciperanno i maggiori esperti mondiali. Il programma del 22° Pasteur-Weizmann Symposio, dal titolo “Stem Cells-.From Basic Biology to Translation Medicine”, organizzato dall’Istituto Pasteur - Fondazione Cenci Bolognetti,  toccherà a 360° tutti gli aspetti della ricerca su queste cellule e sulle loro applicazioni terapeutiche presenti e future.

A GIUGNO SIMPOSIO INTERNAZIONALE SUL TRAPIANTO DI SANGUE CORDONALE

Importante appuntamento dal 3 al 5 giugno prossimo con la medicina rigenerativa e con le staminali: i maggiori esperti mondiali faranno il punto sull’impiego di queste cellule del cordone ombelicale e sui risultati del trapianto a San Francisco, in occasione dell’8° Simposio Annuale Internazionale sul trapianto di sangue cordonale. Due sessioni in particolari saranno dedicate alle staminali per uso autologo per il trattamento della paralisi cerebrale e altre patologie del cervello nei bambini e alle cellule IPS, (induced pluripotent stem cells), note anche come “cellule bambine”.

UNA PROTEINA PER LE STAMINALI DEL FEGATO

epatocita.jpgSi chiama TWEAK ed è una proteina in grado di raddoppiare la crescita di tessuto epatico sano, agendo direttamente sulle cellule progenitrici epatiche (LPCs), cioè le staminali del fegato. La scoperta, che potrebbe portare in futuro a un’alternativa terapeutica del trapianto, si deve a un gruppo di ricercatori del Western Australian for Medical Research (WAIMR), in Australia, ed è frutto di una ricerca pubblicata sulla rivista Hepatology.

OSSO MASCELLARE DALLE STAMINALI, DUE INTERVENTI A MONZA

Tessuto osseo mascellare rigenerato a partire dalle cellule staminali: a crearlo è stata l’equipe medica dell’ospedale San Gerardo di Monza, che ha appena realizzato due interventi di ingegneria tissutale su due pazienti. Le cellule staminali mesenchimali (progenitrici di tutte le altre cellule che poi si differenziano in diverse parti del corpo), estratte dal midollo osseo, sono state espanse in laboratorio, inserite all’interno di uno Scaffold, un’impalcartura di tessuto biocompatibile che favorisce la trasformazione delle staminali in osso,  e poi posizionate nel difetto osseo causato dalla malattia (in genere parodontopatie gravi).