La moltiplicazione delle riviste dedicate alle cellule staminali non sarà esagerata? Se lo sono chiesti due ricercatori dell’Università del South Florida in un articolo appena comparso sulla rivista Stem Cell Reviews and Reports. Secondo i due autori, Paul Sanberg e Cesar Borlongan,il trend editoriale imita il meccanismo di differenziazione e proliferazione delle stesse staminali, considerato ormai la panacea per molte malattie e può essere correlato alla tendenza attuale a pubblicare su riviste “open access” e on-line. Agli autori di nuove scoperte suggeriscono quindi di scegliere per la pubblicazione solo le riviste scientifiche più serie e accreditate.
Ciaran Finn-Lynch, un bambino di undici anni di origine nordirlandese, era affetto da stenosi della trachea di un lungo segmento, malattia che rende la trachea molto stretta. Dopo il fallimento di diversi interventi di ricostruzione delle vie aeree, eseguiti fin da quando aveva due anni, finalmente la soluzione all’ospedale Great Ormond Street di Londra: il chirurgo Martin Birchall gli ha trapiantato una nuova trachea (donata da un italiano e utilizzata come supporto), ricostruita utilizzando le sue stesse cellule staminali prelevate dal midollo osseo, una tecnica che permette di ridurre il rischio di rigetto. Un intervento simile era già stato eseguito, con successo, su una donna adulta in Spagna due anni fa.
Via libera negli Stati Uniti alla sperimentazione sull’uomo con le cellule staminali embrionali, cioè ricavate da embrioni umani. A dare l’autorizzazione agli esperimenti alla Geron Corporation, è stata la FDA, azienda che da anni finanzia la ricerca sulle staminali, è stata la Food and Drug Administration, la massima autorità che controlla farmaci e terapie. I nuovi esperimenti saranno condotti su pazienti con lesioni recenti al midollo spinale (conseguenti a traumi) all’Università della California, a Irvine. Secondo Elena Cattaneo, Direttrice del Centro di Ricerca sulle cellue staminali dell’Università di Milano, serve tuttavia ancora molta cautela.
Una parte dei 100 milioni di euro destinati dal Ministero della Salute al finanziamento della ricerca, sarà riservata agli studi sulle cellule staminali adulte. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio ha confermato l’interesse del suo ministero per lo sviluppo della ricerca sulle queste preziose cellule, a cui diversi gruppi di ricercatori italiani stanno da tempo lavorando.
Nel 2007 ha dimostrato per primo la tecnica per riprogrammate artificialmente cellule adulte, i fibroblasti, eriportandole indietro fino a uno stadio embrionale e ottenendo così le cellule iPs, dette anche “bambine” o pluripotenti indotte, capaci di produrre a loro volta nuove cellule specializzate: il professor Shinya Yamanaka, dell’Università di Kyoto, ha ora ricevuto il premio Kyoto per la sua scoperta, considerata una delle più importanti degli ultimi anni, in quanto rende possibili cure che non determinano reazioni di rigetto, aprendo nuove strade alle terapie con staminali. Si tratta di un riconoscimento prestigioso, assegnato dalla Fondazione Inamori.
Una guida online per orientarsi nel modo giusto e saperne di più sulle cure con le cellule staminali, prima di prendere qualsiasi decisione: a metterla a punto sono stati i maggiori esperti della Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule staminali (Isscr). La guida si rivolge direttamente ai pazienti, alle loro famiglie e ai medici e fornisce tutte le informazioni utili per prendere le decisioni sulle terapie. Si tratta di una risposta al numero sempre crescente di campagne che, soprattutto su Internet, offrono terapie basate sulle staminali a costi elevati. Ma quanti di questi trattamenti sono sicuri ed efficaci? L’indirizzo è accessibile al sito www.closerlookatstemcells.org.
Uno studio tutto italiano apre speranze per nuove cure contro il diabete. A illustrarne i risultati sono stati alcuni ricercatori coordinati da Carla Giordano, Professore Associato di Endocrinologia all’Università di Palermo, durante il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia, organizzato a Padova. Secondo l’equipe, proprio negli occhi, in particolare nel limbus, una zona dell’occhio fra congiuntiva e cornea, facilmente accessibile con un piccolo intervento, si trovano cellule staminali adulte capaci di essere riprogrammate per diventare beta-cellule, le cellule del pancreas produttrici di insulina, che non funzionano nelle persone con diabete di tipo uno, ma con il tempo anche nel diabete di tipo due. La popolazione di cellule staminali adulte individuate rappresenta una buona fonte di beta-cellule e non crea i problemi etici e tecnici relativi all’uso di staminali embrionali. La ricerca è ancora in fase sperimentale, ma la prospettiva futura è quella di prelevare le staminali dal paziente stesso, farle crescere e differenziare in laboratorio e poi reinserirle una volta trasformate in beta-cellule. La ricerca di fonti alternative di staminali è partita proprio a causa dei risultati scarsi ottenuti finora con il trapianto di isole pancreatiche: i donatori sono pochi e le «insulae» vivono poco.
E’ il sangue del cordone ombelicale la miglior fonte di cellule staminali pluriporenti indotte o iPS (Induced Pluripotent Stem Cells):a confermarlo a Lisbona, in occasione del Congresso del consorzio europeo EStools alla Gulbenkian Foundation, è Shinya Yamanaka, dell’Università di Kyoto, il primo a dimostrare con la sua equipe, nel 2007, che cellule adulte, i fibroblasti, potessero essere riprogrammate artificialmente grazie all’azzeramento del loro programma genetico con l’aiuto di geni veicolati da un virus reso inoffensivo, e riportate indietro fino ad uno stadio embrionale, una strada alternativa per aggirare i problemi etici legati all’impiego di embrioni, ma che richiede circa 3 settimane. Le cellule iPs, dette anche cellule “bambine”, sono capaci di produrre a loro volta nuove cellule specializzate (ad esempio neuroni). L’affermazione di Yamanaka, che sta creando proprio a partire dalle staminali cordonali una banca di cellule iPS, giustifica ancora di più la raccolta di sangue cordonale subito dopo la nascita. Le staminali del cordone ombelicale impiegano infatti solo due giorni a tornare “bambine”, in quanto sono più immature delle cellule somatiche adulte. Il nuovo laboratorio del ricercatore giapponese avrà come obiettivo l’applicazione delle staminali pluripotenti indotte in campo cardiologico e diabetologico.
Stato dell’arte sul trapianto di cellule staminali, regole precise per l’accesso dei pazienti agli studi clinici e soprattutto chiarezza sui rischi legati ai centri che pubblicizzano false cure: a riassumere questi punti importanti è un documento internazionale di consenso sull’uso delle staminali nella Sclerosi Multipla, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Reviews Neurology, firmato da Gianvito Martino, dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano in Italia, membro del Comitato Scientifico della FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla) e da Robin Franklin dell’Universita’ di Cambridge in Inghilterra. Nelle nuove Linee guida si precisa che le cellule staminali non sono una cura magica per la Sclerosi Multipla, ma è probabile che in futuro avranno un ruolo importante nel suo trattamento. Altre indicazioni riguardano i metodi di somministrazione delle terapie e le garanzie che gli studi clinici dovranno avere sulla sicurezza delle cure. Le linee guida sono il risultato di un meeting internazionale di consenso sulle cellule staminali organizzato a Londra lo scorso Maggio 2009.
Nel 2009 sono state bancate in Italia solo 4.376 unità di sangue cordonale ombelicale su un totale di 16.027 unità ottenute con la donazione solidale, circa il 27% del sangue prelevato. E’ comunque cresciuta la raccolta di sangue da cordone ombelicale, anche se solo 1 unità su 3 è poi conservata in Banca. I dati arrivano dal convegno ”Donazione e trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale: vent’anni di attivita”’, organizzato a Roma dall’Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale). Il problema, secondo Franco Mandelli, presidente dell’Ail e professore di Ematologia all’Università di Roma ”La Sapienza”, è che le unità candidate alla conservazione devono essere sicure e devono contenere un numero di cellule emopoietiche adeguato al momento della raccolta, in modo da garantire in caso di trapianto una maggiore efficacia terapeutica. Attualmente il totale del bancato in Italia a scopo solidaristico è pari a 28.464 unità, che pone il network italiano tra i primi posti in Europa (solo Belgio, Uk e Spagna hanno superato quota 20.000).
Una nuova trachea è stata trapiantata per la prima volta da un adulto a un bambino, affetto dalla nascita da una stenosi congenita. L’intervento è stato eseguito a Londra dal chirurgo toracico Paolo Macchiarini, dell’ospedale Careggi di Firenze, insieme a chirurghi del Great Ormond Street Hospital della capitale britannica. l medici hanno espiantato l’intera trachea dal donatore da cui sono state tolte le cellule in modo da ottenere un’impalcatura anatomica inerte, un supporto meccanico che non può attivare reazioni di rigetto. La trachea “decellularizzata” del donatore è stata poi ripopolata da cellule staminali del midollo osseo del bambinoin modo da favorire la rigenerazione delle cellule dell’organo trapiantato. L’uso di questa tecnica dovrebbe ridurre il rischio di rigetto perché le cellule staminali del bambino non inducono una reazione immunitaria.
E’ stato già denominato “gene di Highlander”: è il Zscan4, un gene che avrebbe un ruolo fondamentale nel mantenere sempre giovani le cellule staminali embrionali. Lo dimostra uno studio, appena pubblicato sulla rivista Nature, condotto da un team di ricercatori del National Institute on Aging (Nia), parte dei National Institutes of Health americani (Nih), fra cui anche l’italiano Geppino Falco dell’Istituto di Ricerche Genetiche Gaetano Salvatore Biogem di Ariano Irpino. La scoperta, ottenuta sui topi dal team diretto da Minoru Ko, potrà avere importanti ripercussioni sulle ricerche anti-invecchiamento, sulla biologia delle cellule staminali e per la medicina rigenerativa. Il Zscan4 guida il continuo rinnovamento delle staminali embrionali, rigenerando periodicamente i loro telomeri, cioè le parti terminali dei cromosomi, praticamente “orologi biologici”, che con il tempo si deteriorano e si accorciano, contribuendo alla perdita di informazioni genetiche e al processo di invecchiamento.
Dopo la sindrome ADA- SCID , immunodeficienza congenita dei “bambini bolla”, partirà a breve una sperimentazione clinica sull’impiego delle cellule staminali e della terapia genica nella cura della leucodistrofia metacromatica (Ldm) dei bambini, malattia rara che colpisce un bambino su 40mila nati vivi, caratterizzata dalla degenerazione della mielina, la guaina che ricopre i neuroni. A condurre la ricerca sarà l’Istituto San Raffaele Telethon (Hsr-Tiget), che utilizzerà le cellule staminali prelevate dal midollo osseo dei pazienti pazienti, alle quali sarà stato corretto il difetto genetico causa della malattia. Le cellule staminali saranno modificate in laboratorio, introducendo attraverso uno speciale virus-navetta il gene sano, più sicuro rispetto al passato. Le staminali verranno poi reinfuse negli stessi pazienti, dove dovrebbero compensare il difetto che causa la malattia
112 trapianti con cellule staminali provenienti da sangue cordonale nel 2009 in Italia: sono i numeri dichiarati da Alessandro Nanni Costa direttore del Centro Nazionale Trapianti.I trapianti da cellule staminali emopoietiche, da cui si originano cellule del sangue, sono stati in totale nello scorso anno 653 (194 da sangue del midollo osseo, 347 da sangue periferico, 112 da cordone). Secondo i dati del Centro nazionale trapianti le biobanche italiane conservano attualmente 28.464 unità per donazione solidaristiche, mentre un centinaio circa sono conservate per donazione autologa, come prevede la legge che l’autorizza per finalità terapeutica nei casi in cui un familiare malato potrebbe beneficiare del trapianto. Nel 2009 sono state circa 14 mila le richieste di autorizzazioni arrivate da famiglie che hanno chiesto di poter conservare il sangue cordonale all’estero nelle biobanche per un futuro uso personale. Complessivamente sono circa 40 mila gli italiani che negli ultimi anni si sono rivolti alle biobanche fuori dall’Italia.
L’apertura dell’amministrazione Obama alla ricerca biotech sta dando forte impulso al settore delle staminali: secondo un articolo comparso su Il Sole 24 ore, la Società Fate Therapeutics di San Diego ha ottenuto la prima licenza statunitense per trasformare le normali cellule dell’organismo umano in staminali pluripotenti, in grado di produrre tutti i tessuti dell’organismo umano, mentre qualche settimana fa un’altra società californiana, la iPieran di San Francisco, si è vista riconoscere un brevetto analogo dall’Intellectual Property Office britannico. La Fate Therapeutics intende utilizzare questa tecnologia per sviluppare cure per malattie degenerative, come Parkinson e demenza senile, ma anche traumi spinali, diabete e lesioni cardiache. La tecnica permetterebbe di trasformare le stesse cellule di un paziente in staminali compatibili per un trapianto e in grado di rigenerare tessuti sani.