SmartBlog » archivio Maggio, 2010

SANGUE CORDONALI FONTE MIGLIORE DI CELLULE STAMINALI PLURIPOTENTI INDOTTE

ips.jpgE’ il sangue del cordone ombelicale la miglior fonte di cellule staminali pluriporenti indotte o iPS (Induced Pluripotent Stem Cells):a confermarlo a Lisbona, in occasione del Congresso del consorzio europeo EStools alla Gulbenkian Foundation, è Shinya Yamanaka, dell’Università di Kyoto, il primo a dimostrare con la sua equipe, nel 2007, che cellule adulte, i fibroblasti,  potessero essere riprogrammate artificialmente grazie all’azzeramento del loro programma genetico con l’aiuto di geni veicolati da un virus reso inoffensivo, e riportate indietro fino ad uno stadio embrionale, una strada alternativa per aggirare i problemi etici legati all’impiego di embrioni, ma che richiede circa 3 settimane. Le cellule iPs, dette anche cellule “bambine”, sono capaci di produrre a loro volta nuove cellule specializzate (ad esempio neuroni). L’affermazione di Yamanaka, che sta creando proprio a partire dalle staminali cordonali  una banca di cellule iPS, giustifica ancora di più la raccolta di sangue cordonale subito dopo la nascita. Le staminali del cordone ombelicale impiegano infatti solo due giorni a tornare “bambine”, in quanto sono più immature delle cellule somatiche adulte. Il nuovo laboratorio del ricercatore giapponese avrà come obiettivo l’applicazione delle staminali pluripotenti indotte in campo cardiologico e diabetologico.

PIU CENTRI SMARTBANK NELLA PENISOLA

smartbank.jpegAumentano le sedi di SmartBank in Italia: obiettivo, stare più vicini ai clienti, facilitando l’accesso alle informazioni sulle modalità della conservazione autologa di sangue cordonale e agli incontri con gli esperti. Nuove sedi sono state aperte a Milano, Napoli, Bari e, dal 1° giugno, anche a Pescara. Per prendere un appuntamento è necessario chiamare la sede centrale di Roma (06-44243328), mentre per saperne di più su indirizzi e telefoni delle nuove sedi basta andare sul sito alla sezionContatti.

RISVEGLIARE STAMINALI DORMIENTI DEL CERVELLO, RICERCA TEDESCA SUGGERISCE ATTIVITA’ FISICA

attivita-fisica.jpegL’attività fisica non farebbe bene solo a cuore, articolazioni e pressione, ma anche al cervello: lo suggeriscono i risultati di uno studio tedesco condotto al Max Planck Institute of Immunobiology di Friburgo, condotta da Verdon Taylor e pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell. La ricerca, condotta per ora solo sui topi anziani, ha evidenziato vicino all’ippocampo, area cerebrale fondamentale per apprendimento e memoria, due popolazioni di staminali, in parte “dormienti”, in parte attive, che si pensava si esaurissero con l’avanzare dell’età. E hanno visto che il movimento e le crisi epilettiche sono tra gli stimoli capaci di  risvegliare le staminali in letargo, ma secondo i ricercatori in futuro la stessa azione potrebbe essere svolta da nuovi farmaci,contribuendo a rigenerare nuovi  neuroni. Con speranze per diverse malattie senili, dalla semplice vecchiaia, fino all’Alzheimer.

NUOVO PASSO AVANTI NELLA RICERCA SULLE STAMINALI

aha_logo.gifUn gruppo di ricercatori, guidati dall’italiano Paolo Madeddu dell’Università di Bristol, in Inghilterra, è  riuscito ad estrarre cellule staminali adulte (che di norma hanno la funzione di fornire nuove cellule specifiche al nostro organismo) dai vasi sanguigni estratte durante gli interventi di bypass aorto-coronarico e ad usarle per stimolare la crescita di nuove arterie, sostituendo quelle parzialmente occluse. La tecnica innovativa, illustrata sulla rivista scientifica Circulation, e per ora applicata solo sui topi, potrebbe essere impiegata in futuro  per riparare il  cuore dopo l’infarto.  La speranza dei ricercatori è quella di poter iniettare le cellule per riparare anche nell’uomo le arterie danneggiate dall’infarto. Le staminali  sono state estratte dal tratto di vena safena (la vena utilizzata per il by-pass) avanzata  e non impiegata per il by – pass, in una quantità tuttavia non sufficiente per la cura, ma fonte potenziale per far proliferare in laboratorio nuove cellule. 

STAMINALI E ASMA

asma.jpegPer ora è solo un risultato sui topi, ma forse in futuro le cellule staminali potrebbero essere impiegate anche per curare chi soffre di asma, patologia che colpisce nel mondo 300 milioni di persone. Ad alimentare le speranze della comunità scientifica sono i risultati di una ricerca del National Institutes of Health americano (NiH), diretta dal dottor Krisztian Nemeth e pubblicata su “PNAS” (Proceedings della National Academy of Sciences). Secondo lo studio, le staminali del midollo osseo (staminali mesenchimali) sono in grado di ridurre la risposta infiammatoria dei polmoni perché eliminano la risposta indesiderata del sistema immunitario durante i trapianti di midollo osseo, attraverso un’azione sui linfociti Th1 e Th2 (sia nell’uomo che in modelli animali) . Queste reazioni si verificano proprio quando viene perso l’equilibrio quantitativo fra questi due tipi di linfociti, come avviene nell’asma, causata da  uno squilibrio tra Th1 e Th2.

Dopo l’iniezione di cellule staminali nei topi asmatici, queste hanno raggiunto i polmoni, esercitatando un’azione benefica: diminuzione dell’infiltrazione di cellule infiammatorie e livelli di muco simili a quelli di animali sani.

ESPERTI ITALIANI E STATUNITENSI INSIEME PER STUDIARE LE APPLICAZIONI DELLE STAMINALI INTESTINALI ADULTE

Le cellule staminale dell’intestino, particolarmente attive in quanto devono sostituire ogni 4-7 giorni le cellule vecchie, sono una classe ancora poco conosciuta, ma considerata dai ricercatori molto promettente per la cura delle malattie degenerative. Ora è stato annunciato all’Istituto Superiore di Sanità di Roma che esperti italiani di diversi centri, fra cui la fondazione Scuola medica Salernitana, e americani dell’Università del Maryland lavoreranno insieme per studiarne le applicazioni terapeutiche.
Gli obiettivi, secondo Alessio Fasano, direttore del Mucosal Research Center dell’Università del Maryland, sono l’identificazione delle staminali intestinali, il loro prelievo e trasformazione in cellule pluripotenti.

PUBBLICATE LE LINEE GUIDA PER LE CURE CON STAMINALI NELLA SCLEROSI MULTIPLA

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Stato dell’arte sul trapianto di cellule staminali, regole precise per l’accesso dei pazienti agli studi clinici e soprattutto chiarezza sui rischi legati ai centri che pubblicizzano false cure: a riassumere questi punti importanti è un documento internazionale di consenso sull’uso delle staminali nella Sclerosi Multipla, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Reviews Neurology, firmato da Gianvito Martino, dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano in Italia, membro del Comitato Scientifico della FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla) e da Robin Franklin dell’Universita’ di Cambridge in Inghilterra. Nelle nuove Linee guida si precisa che le cellule staminali non sono una cura magica per la Sclerosi Multipla, ma è probabile che in futuro avranno un ruolo importante nel suo trattamento. Altre indicazioni riguardano i metodi di somministrazione delle terapie e le garanzie che gli studi clinici dovranno avere sulla sicurezza delle cure. Le linee guida sono il risultato di un meeting internazionale di consenso sulle cellule staminali organizzato a Londra lo scorso Maggio 2009.