E’ un periodo di grande fermento per la ricerca scientifica e va segnalato un nuovo appuntamento con le cellule staminali dal 7 al 9 giugno prossimi all’Università “La Sapienza” di Roma, a cui parteciperanno i maggiori esperti mondiali. Il programma del 22° Pasteur-Weizmann Symposio, dal titolo “Stem Cells-.From Basic Biology to Translation Medicine”, organizzato dall’Istituto Pasteur - Fondazione Cenci Bolognetti, toccherà a 360° tutti gli aspetti della ricerca su queste cellule e sulle loro applicazioni terapeutiche presenti e future.
Una tecnica innovativa per migliorare le cure dopo l’infarto del miocardio, permettendo al cuore di rigenerarsi più velocemente, è stata messa a punto da ricercatori del Cedars Sinai Heart Institute di Los Angeles e pubblicata su Circulation Research, la rivista ufficiale dell`American Heart Association: un magnete posizionato sul torace nella zona intorno al cuore che attrae le cellule staminali “potenziate” con microparticelle di ferro.
La tecnica di infusione delle staminali deve infatti ancora essere migliorata, dal momento che, secondo i ricercatori guidati da Eduardo Marbán, direttore del Cedars Sinai Heart Institute, circa 24 ore dopo l’infusione nel tessuto infartuato, resta solo il 10% delle staminali iniettate. Potenziando le staminali iniettate in un gruppo di topolini infartuati con microsfere di ferro e collocando un magnete sopra il cuore, i ricercatori hanno notevolmente aumentato il numero delle staminali intorno alla lesione cardiaca.
Nel 2009 sono state bancate in Italia solo 4.376 unità di sangue cordonale ombelicale su un totale di 16.027 unità ottenute con la donazione solidale, circa il 27% del sangue prelevato. E’ comunque cresciuta la raccolta di sangue da cordone ombelicale, anche se solo 1 unità su 3 è poi conservata in Banca. I dati arrivano dal convegno ”Donazione e trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale: vent’anni di attivita”’, organizzato a Roma dall’Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale). Il problema, secondo Franco Mandelli, presidente dell’Ail e professore di Ematologia all’Università di Roma ”La Sapienza”, è che le unità candidate alla conservazione devono essere sicure e devono contenere un numero di cellule emopoietiche adeguato al momento della raccolta, in modo da garantire in caso di trapianto una maggiore efficacia terapeutica. Attualmente il totale del bancato in Italia a scopo solidaristico è pari a 28.464 unità, che pone il network italiano tra i primi posti in Europa (solo Belgio, Uk e Spagna hanno superato quota 20.000).
Importante appuntamento dal 3 al 5 giugno prossimo con la medicina rigenerativa e con le staminali: i maggiori esperti mondiali faranno il punto sull’impiego di queste cellule del cordone ombelicale e sui risultati del trapianto a San Francisco, in occasione dell’8° Simposio Annuale Internazionale sul trapianto di sangue cordonale. Due sessioni in particolari saranno dedicate alle staminali per uso autologo per il trattamento della paralisi cerebrale e altre patologie del cervello nei bambini e alle cellule IPS, (induced pluripotent stem cells), note anche come “cellule bambine”.
Qualità piuttosto che quantità: è questo il dilemma delle banche di sangue cordonale, un tema piuttosto delicato, oggetto di una recente review comparsa sulla rivista scientifica Bone Marrow Transplantation.
Dal 2005 SmartBank ha instaurato un diretto rapporto con il laboratorio di conservazione delle cellule staminali per controllare direttamente quantità e qualità delle staminali raccolte e ha introdotto , per prima, la prassi di certificare a tutti i clienti la quantità di cellule staminali CD34+ e leucociti estratti dal sangue cordonale, e la loro vitalità metabolica, offrendo ai clienti, a differenza di altre aziende, il diritto di recesso se la raccolta non rispetta determinati standard.
Una nuova trachea è stata trapiantata per la prima volta da un adulto a un bambino, affetto dalla nascita da una stenosi congenita. L’intervento è stato eseguito a Londra dal chirurgo toracico Paolo Macchiarini, dell’ospedale Careggi di Firenze, insieme a chirurghi del Great Ormond Street Hospital della capitale britannica. l medici hanno espiantato l’intera trachea dal donatore da cui sono state tolte le cellule in modo da ottenere un’impalcatura anatomica inerte, un supporto meccanico che non può attivare reazioni di rigetto. La trachea “decellularizzata” del donatore è stata poi ripopolata da cellule staminali del midollo osseo del bambinoin modo da favorire la rigenerazione delle cellule dell’organo trapiantato. L’uso di questa tecnica dovrebbe ridurre il rischio di rigetto perché le cellule staminali del bambino non inducono una reazione immunitaria.
Si chiama TWEAK ed è una proteina in grado di raddoppiare la crescita di tessuto epatico sano, agendo direttamente sulle cellule progenitrici epatiche (LPCs), cioè le staminali del fegato. La scoperta, che potrebbe portare in futuro a un’alternativa terapeutica del trapianto, si deve a un gruppo di ricercatori del Western Australian for Medical Research (WAIMR), in Australia, ed è frutto di una ricerca pubblicata sulla rivista Hepatology.
E’ stato già denominato “gene di Highlander”: è il Zscan4, un gene che avrebbe un ruolo fondamentale nel mantenere sempre giovani le cellule staminali embrionali. Lo dimostra uno studio, appena pubblicato sulla rivista Nature, condotto da un team di ricercatori del National Institute on Aging (Nia), parte dei National Institutes of Health americani (Nih), fra cui anche l’italiano Geppino Falco dell’Istituto di Ricerche Genetiche Gaetano Salvatore Biogem di Ariano Irpino. La scoperta, ottenuta sui topi dal team diretto da Minoru Ko, potrà avere importanti ripercussioni sulle ricerche anti-invecchiamento, sulla biologia delle cellule staminali e per la medicina rigenerativa. Il Zscan4 guida il continuo rinnovamento delle staminali embrionali, rigenerando periodicamente i loro telomeri, cioè le parti terminali dei cromosomi, praticamente “orologi biologici”, che con il tempo si deteriorano e si accorciano, contribuendo alla perdita di informazioni genetiche e al processo di invecchiamento.