Secondo l’astrofisica Margherita Hack servirebbe una ”disobbedienza civile” da parte dei ricercatori contro i veti sui temi di ricerca più delicati, come quello delle staminali embrionali posti da Vaticano.
In occasione del convegno “La ricerca pubblica come bene comune”, organizzato il 25 marzo a Roma all’Istituto Superiore di Sanità, la scienziata ha ribadito come la ricerca debba essere libera e che all’estero le ricerche continuano e porteranno risultati. Sarebbero proprio questi veti a creare il clima di sfiducia nei confronti della scienza e a portare ad atteggiamenti irrazionali, anche verso gli Ogm.
Dopo la sindrome ADA- SCID , immunodeficienza congenita dei “bambini bolla”, partirà a breve una sperimentazione clinica sull’impiego delle cellule staminali e della terapia genica nella cura della leucodistrofia metacromatica (Ldm) dei bambini, malattia rara che colpisce un bambino su 40mila nati vivi, caratterizzata dalla degenerazione della mielina, la guaina che ricopre i neuroni. A condurre la ricerca sarà l’Istituto San Raffaele Telethon (Hsr-Tiget), che utilizzerà le cellule staminali prelevate dal midollo osseo dei pazienti pazienti, alle quali sarà stato corretto il difetto genetico causa della malattia. Le cellule staminali saranno modificate in laboratorio, introducendo attraverso uno speciale virus-navetta il gene sano, più sicuro rispetto al passato. Le staminali verranno poi reinfuse negli stessi pazienti, dove dovrebbero compensare il difetto che causa la malattia
Anche quest’anno gli studenti delle scuole medie superiori di tutta Italia hanno partecipato a una giornata sulla ricerca , organizzata all’Università di Milano da UniStem, il Centro interdipartimentale di ricerca sulle cellule staminali, fondato nel 2006. L’incontro, animato da Elena Cattaneo, direttrice del laboratorio cellule staminali dell’ateneo milanese, è stato l’occasione per approfondire le conoscenze su queste cellule, che stanno dimostrando potenzialità enormi nella cura di alcune malattie.
Tra i vari filmati in programma, ha colpito il cortometraggio “Il Turno”, realizzato da Telethon con Charles Sabine, il corrispondente di guerra per la NBC News colpito da Còrea di Huntington, malattia neurologica degenerativa causata da una alterazione genetica, testimone diretto dell’importanza della ricerca sulle cellule staminali.
“Cellule staminali per principianti” è il titolo di un libro, edito Nuovi Equilibri, un piacevole excursus attraverso il mondo straordinario di queste preziose cellule “bambine”, unità fondamentali degli organismi viventi, da tempo al centro del dibattito scientifico ed etico italiano e mondiale. Accompagnato dai brillanti e chiari disegni dell’autore, Egidio Caricati, può essere il punto di partenza per un viaggio nel mistero della vita e per capire le ragioni delle tante polemiche in corso.
Tessuto osseo mascellare rigenerato a partire dalle cellule staminali: a crearlo è stata l’equipe medica dell’ospedale San Gerardo di Monza, che ha appena realizzato due interventi di ingegneria tissutale su due pazienti. Le cellule staminali mesenchimali (progenitrici di tutte le altre cellule che poi si differenziano in diverse parti del corpo), estratte dal midollo osseo, sono state espanse in laboratorio, inserite all’interno di uno Scaffold, un’impalcartura di tessuto biocompatibile che favorisce la trasformazione delle staminali in osso, e poi posizionate nel difetto osseo causato dalla malattia (in genere parodontopatie gravi).
Sviluppi futuri per la medicina rigenerativa: ricercatori giapponesi sono riusciti per la prima volta al mondo a creare nel topo una sezione di intestino completo di membrana e strati muscolari, partendo dalle cellule staminali pluripotenti indotte (Ips), ossia cellule adulte riprogrammate. La sperimentazione è stata coordinata da Yoshiyuki Nakajima, del Dipartimento di Chirurgia dell’Università di Nara.
La speranza è riuscire ad applicare questi risultati alla medicina rigenerativa e ai trapianti d’organo per evitare reazioni avverse come il rigetto. I risultati della ricerca sono presentati al congresso della Società giapponese per la medicina rigenerativa, in programma a Hiroshima il 18 e il 19 marzo.
112 trapianti con cellule staminali provenienti da sangue cordonale nel 2009 in Italia: sono i numeri dichiarati da Alessandro Nanni Costa direttore del Centro Nazionale Trapianti.I trapianti da cellule staminali emopoietiche, da cui si originano cellule del sangue, sono stati in totale nello scorso anno 653 (194 da sangue del midollo osseo, 347 da sangue periferico, 112 da cordone). Secondo i dati del Centro nazionale trapianti le biobanche italiane conservano attualmente 28.464 unità per donazione solidaristiche, mentre un centinaio circa sono conservate per donazione autologa, come prevede la legge che l’autorizza per finalità terapeutica nei casi in cui un familiare malato potrebbe beneficiare del trapianto. Nel 2009 sono state circa 14 mila le richieste di autorizzazioni arrivate da famiglie che hanno chiesto di poter conservare il sangue cordonale all’estero nelle biobanche per un futuro uso personale. Complessivamente sono circa 40 mila gli italiani che negli ultimi anni si sono rivolti alle biobanche fuori dall’Italia.
Il tema dell’incontro è stato “Brecht scriverebbe delle staminali?”. A parlare al pubblico della Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano è stato Paolo Rebulla, ematologo della Fondazione Policlinico del capoluogo lombardo, responsabile della Milano Cord Blood Bank, ospite del secondo appuntamento del ciclo curato da Giuseppe Di Leva. Secondo Rebulla, il drammaturgo tedesco avrebbe oggi molte ragioni per scrivere di cellule staminali, di cui si parla oggi a proposito, ma anche a sproposito. Le domande sono ancora molte (le staminali ci offrono nuove possibilita’ terapeutiche? Quali sono reali, quali sono ipotetiche? Dove inizia e finisce il diritto alla salute? Il sangue del cordone ombelicale, ricco di staminali ‘emopoietiche’, lo tengo per mio figlio o lo dono alla comunita’? C’e’ qualcuno che specula su queste cose?) e nel dibattito su queste preziose cellule bisogna conoscere alcuni dati scientifici e imparare a distinguere il maquillage informativo dall’informazione sanitaria accurata.
Per ora i risultati sono stati ottenuti solo nell’animale da laboratorio, ma in futuro potrebbero arrivare anche sull’uomo: in una ricerca internazionale coordinata dalla Columbia University Medical Center di New York, presto pubblicata sul numero di marzo della rivista scientifica Transplantation, cellule staminali embrionali di topo hanno sostituito con successo le cellule malate della retina, ridando la vista a topi affetti da retinite pigmentosa, malattia su base genetica causata dalla morte delle cellule della periferia della retina, che si manifesta con l’impossibilità di vedere bene nell’oscurità, per poi arrivare a un campo visivo sempre più ristretto, fino alla cecità. Se si riusciranno a superare alcune difficolta, la tecnica potrebbe diventare un nuovo approccio terapeutico anche per altre malattie che causano la perdita di cellule della retina.
Nuovo impulso alla ricerca sulle staminali: nascerà a Pisa un polo medico di eccellenza per la ricerca su queste preziose cellule. Il progetto è del Centro per l’Uso Clinico delle Cellule Staminali (CUCCS), che ha presentato un bando da 800mila euro per il cofinanziamento di progetti di ricerca sulle cellule staminali mesenchimali, cioè staminali adulte ottenibili dal midollo osseo, ma anche da altri tessuti, come il grasso, il sangue di cordone ombelicale, i tessuti linfatici, e che a differenza delle cellule embrionali non hanno le stesse implicazioni etiche. Il bando “CUCCS 2010” finanzierà quattro progetti di ricerca della durata di tre anni, da svolgersi nell’Ateneo di Pisa o all’AOUP (Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana).