L’apertura dell’amministrazione Obama alla ricerca biotech sta dando forte impulso al settore delle staminali: secondo un articolo comparso su Il Sole 24 ore, la Società Fate Therapeutics di San Diego ha ottenuto la prima licenza statunitense per trasformare le normali cellule dell’organismo umano in staminali pluripotenti, in grado di produrre tutti i tessuti dell’organismo umano, mentre qualche settimana fa un’altra società californiana, la iPieran di San Francisco, si è vista riconoscere un brevetto analogo dall’Intellectual Property Office britannico. La Fate Therapeutics intende utilizzare questa tecnologia per sviluppare cure per malattie degenerative, come Parkinson e demenza senile, ma anche traumi spinali, diabete e lesioni cardiache. La tecnica permetterebbe di trasformare le stesse cellule di un paziente in staminali compatibili per un trapianto e in grado di rigenerare tessuti sani.
Un ”abuso di potere” : così è stato definita sulla rivista Nature l’esclusione delle cellule staminali embrionali dai bandi di ricerca pubblica in Italia dalle tre ricercatrici, che lo scorso luglio avevano fatto ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del governo di escludere dal finanziamento pubblico la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane.
”Il nostro ricorso, ad oggi, non ha avuto successo, ma intendiamo continuare questa battaglia, anche se dovessero essere necessari anni a confronto della rapida evoluzione delle conoscenze scientifiche in questo ambito”, scrivono Elena Cattaneo, direttrice del laboratorio cellule staminali dell’Università di Milano, Elisabetta Cerbai, dell’Università di Firenze, e Silvia Garagna, dell’Università di Pavia- ”Riteniamo infatti - aggiungono – che l’esclusione di questo tipo di cellule, legalmente utilizzabili e scientificamente importanti, costituisca un abuso di potere e che, pertanto, la nostra azione assuma una valenza sia sul piano politico che culturale di particolare rilievo nella situazione attuale del nostro Paese”.
Fonte ADUC
Dopo aver investito milioni di dollari nella ricerca sulle cellule staminali, la Cina ha guadagnato il 5° posto tra i Paesi con il maggior numero di pubblicazioni scientifiche nel campo della medicina rigenerativa. Davanti ha solo Stati Uniti, Germania, Giappone e Regno Unito. Il dato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Regenerative Medicine dai ricercatori canadesi del McLaughlin-Rotman Centre for Global Health, di cui si parla in un articolo comparso nella pagina “salute” del Sole 24 ore. Negli ultimi 8 anni, gli studi firmati da scienziati cinesi sull’uso terapeutico delle cellule staminali sono saliti dai 37 del 2000 ai 1.116 apparsi nel 2008 sulle riviste scientifiche di tutto il mondo.
Potrebbero in futuro esserci ragioni in più per donare o conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino dopo il parto: grazie ai risultati di una ricerca condotta da ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, pubblicati su Nature Medicine, è stato ideato un ‘moltiplicatore’ di cellule staminali del cordone ombelicale, che potrebbe rappresentare un passo decisivo nel trapianto di midollo nei malati di leucemie. Il problema legato all’uso delle staminali del cordone è infatti il basso numero di cellule contenute in un’unità di sangue, spesso non sufficienti per un paziente con leucemia.
Secondo il coordinatore dello studio, Colleen Delaney, è possibile manipolare le staminali in laboratorio con l’obiettivo di aumentarne il numero, attivandole con un moltiplicatore che ne espande il numero di un’unità di sangue cordonale milioni di volte, rendendo il trapianto più efficace, tanto che le cellule attecchiscono in 14 giorni e cominciano a riprodurre cellule del sangue. I risultati pubblicati sulla rivista riguardano per ora 10 pazienti dai 3 ai 43 anni con leucemia acuta, che hanno ricevuto due unità di sangue del cordone ombelicale.
La vitamina C, noto antiossidante, potrebbe aiutare a stimolare la riprogrammazione delle cellule adulte in cellule staminali, cioè in cellule staminali pluripotenti indotte. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio pubblicato su Cell Stem Cell dai ricercatori della Chinese Academy of Sciences di Guangzhou, in Cina. La ricerca è stata condotta su un gruppo di topi e su cellule umane. Secondo Duanqing Pei, coordinatore dello studio, la vitamina C favorirebbe la riprogrammazione grazie alla sua capacità di ridurre l’invecchiamento cellulare e accelerare i cambiamenti di espressione genica, aumentando la trasformazione in staminali pluripotenti.