SmartBlog » archivio Ottobre, 2008

Javier e il suo cordone ombelicale: la risposta di Umberto Veronesi

veronesi.jpegPubblichiamo dal settimanale Oggi l’interessante punto di vista del prof. Umberto Veronesi. “Non è eugenetica combattere le tare del nostro DNA”. Veronesi commenta il caso del piccolo Javier le cui cellule del cordone ombelicale serviranno a curare il fratellino affetto da beta talassemia. Le polemiche sono nate a seguito della selezione genetica dell’embrione. “Io penso - dice Veronesi - che se c’è l’opportunità di curare un essere umano senza nuocere ad alcuno, non solo è morale farlo, ma sarebbe immorale il contrario”: Sul cordone ombelicale Veronesi conclude ” Ho conosiuto una giovane mamma che mi ha detto: <<Aver potuto donare il cordone ombelicale di mio figlio mi ha fatto sentire madre due vole>>”.

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Libri: “La paura delle biotecnologie” di Francesca Ceradini - Aracne editrice

la-paura-delle-biotecnologie-fceradini-copertina.jpgSe il Dna è un codice, ovvero nient’altro che una serie d’istruzioni, allora queste istruzioni possono essere lette e riprogrammate. Con questa potente metafora i ricercatori diventano manipolatori del vivente e le biotecnologie non sono altro che il loro strumento di azione. Ma cosa sono effettivamente queste biotecnologie di cui oggi tanto si parla? Come hanno fatto ad invadere così prepotentemente la nostra vita quotidiana — le troviamo sui giornali, nei supermercati, nei film e persino nelle pubblicità — e soprattutto, perché sono tanto temute? Per dare delle risposte il libro segue un percorso cronologico,che va dagli anni Ottanta, con il caso “mucca pazza” che rappresenta il più grande scandalo alimentare che l’Europa ricordi, fino ai giorni d’oggi con il dibattito sugli Ogm e sulla clonazione. Ci si trova di fronte ad un racconto, dal linguaggio semplice, divulgativo, e a volte ironico, che analizza gli eventi chiave che hanno portato a quel aspro e spesso impermeabile dibattito pubblico del quale siamo oggi spettatori. Una situazione che riflette un profondo e generale mutamento nel rapporto tra scienza e società, un rapporto spesso conflittuale che ha un urgente bisogno di un nuovo modo di comunicare la scienza.

Francesca Ceradini, nata a Roma nel 1971, è biologa molecolare. Dopo 12 anni di esperienza di ricerca di base, in Italia e all’estero, lavora oggi nell’ambito della comunicazione della scienza. È responsabile scientifico di Parent Project Onlus, un’associazione che sostiene la ricerca per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, e collabora come freelance con diverse testate giornalistiche di scienza.

leggi la recensione di Nicoletta Guaragnella

Staminali: se ne parla a Genova

Dalle cellule presenti in ogni essere umano alla medicina rigenerativa. Giovedì 23 e venerdì 24 un convegno al San Martino.
di Andrea Ottonello da www.mwntelocale.it

GENOVA, 21 OTTOBRE 2008

images.jpgCellule staminali in Medicina Rigenerativa: è questo l’ambizioso titolo con cui si apre giovedì prossimo, 23 ottobre ore 9, la due giorni di congresso al San Martino, nel grande auditorium del CBA (il centro di biotecnologie avanzate in cima alla collina), in largo Benzi 10. Anima e mente dell’iniziativa è il professor Ranieri Cancedda, uno dei fiori all’occhiello dell’ateneo genovese, considerato tra i massimi esperti mondiali in materia di cellule staminali e medicina rigenerativa.

Ma cosa sono le cellule staminali e cos’è la medicina rigenerativa? Si tratta di cellule magiche e di una nuova branca delle scienze mediche che magari va di moda e di cui tra qualche anno non sentiremo più parlare? Niente di tutto ciò. Le staminali sono forse la scoperta più importante fatta dagli scienziati negli ultimi decenni, e sono sostanzialmente cellule presenti in ogni essere umano, ma la loro peculiarità sta nel fatto d’essere cellule non differenziate, o non specializzate: esse non possiedono cioè ancora una funzione così definita all’interno dell’organismo. Inoltre le staminali possono riprodursi in maniera pressoché illimitata, dando vita contemporaneamente ad altre cellule staminali ovvero a cellule precursori di una progenie cellulare destinata a differenziarsi e a dar vita a tessuti e organi, come i muscoli, il cuore, il fegato, le ossa. È in quest’ottica che sono diventate negli ultimi anni sempre più oggetto di attenzione non solo da parte della comunità scientifica, ma anche dei mass media. Perché se queste cellule possono “produrre” muscolo, tessuto cardiaco, tessuto epatico e tessuto osseo, è evidente che il loro impiego in luogo di terapie tradizionali – ecco cos’è la Medicina Rigenerativa! – potrebbe nel giro di alcuni anni rivoluzionare completamente i protocolli terapeutici oggi in vigore.

Naturalmente, si tratta di un mondo vasto e in continuo sviluppo ed evoluzione: non è un’assurdità affermare che quasi ogni giorno vengono scoperte “nicchie” di cellule staminali nell’individuo adulto. Il discorso cambia se ci si orienta sulle staminali embrionali, cioè quelle derivate dall’embrione umano prima che questo aderisca alla parete uterina. L’uso di queste cellule è oggi vietato in molti paesi in virtù dei problemi etici che il loro impiego ha sollevato.
Il congresso genovese, che si svolgerà giovedì 23 e venerdì 24 ottobre, ospiterà relatori italiani di chiara fama. Oltre a Cancedda stesso, cui è affidata la relazione d’apertura – le staminali per la rigenerazione ossea, un argomento cult – sul palco si alterneranno tra gli altri Giorgio Corte (che si occuperà di staminali tumorali, altro argomento attualissimo), Paolo Bianco (il suo talk verterà sui “progenitori postnatali dei tessuto mesodermici”; Bianco tra l’altro è anche, insieme a Cancedda, tra i firmatari del documento inviato al Presidente della Repubblica la scorsa primavera contro i tagli alla ricerca scientifica), Yvan Torrente (che parlerà delle prospettive terapeutiche della distrofia muscolare proprio attraverso l’uso delle staminali), Elena Cattaneo (esperta di staminali neurali).

Il congresso, che ha avuto un clamoroso successo – le iscrizioni si sono in pratica chiuse con diverse settimane di anticipo – prevede anche una parte “pratica” di esercitazioni, che sono curate dai Ricercatori del Laboratorio di Medicina Rigenerativa dell’IST diretto da Ranieri Cancedda: i partecipanti potranno quindi seguire il “percorso vita” delle staminali dal loro isolamento, alla loro caratterizzazione in vitro, al loro impianto in vivo.
Insomma, un congresso di elevatissima qualità scientifica all inclusive. Fatevi sotto.

http://www.mentelocale.it/festivaldellascienza/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_22111

Regione Lazio: Sì della Commissione Bilancio alla pdl sulle cellule staminali

images1.jpegLa commissione Bilancio, presieduta da Umberto Ponzo (Pd) ha approvato all’unanimità il testo unificato delle proposte di legge regionale 286 e 297 per “Interventi regionali per promuovere l’impiego di cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale e placentare per scopi terapeutici, clinici e di ricerca”, di iniziativa dei Consiglieri: Luigi Canali (Pd); Alfredo Pallone, Fabio Armeni e Romolo Del Balzo (Fi-Pdl)
Il progetto di legge che così è inviato al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, intende creare a livello regionale le condizioni strutturali e funzionali in grado di garantire a tutte le partorienti residenti nel Lazio, la possibilità di donare il sangue cordonale e placentare a fini terapeutici, clinici o di ricerca. Si tratta di un provvedimento in grado di rispondere ad una delle ultime sfide poste dalla scienza.
Si disciplina così l’utilizzo che le partorienti possono fare del proprio sangue cordonale e placentare, sia per uso autologo (personale), allogenico consanguineo (cioè favore di un individuo geneticamente correlato alla donna), o allogenico (ovvero verso individuo geneticamente non correlato alla donna).
In particolare, si prevede che gli oneri della conservazione del sangue cordonale placentare per uso autologo, dedicato al neonato o a consanguineo, siano a carico del richiedente, salvo in presenza di patologia al momento della raccolta o di appartenenza a famiglie ad alto rischio di malattie geneticamente determinate. In questi ultimi casi, gli oneri sono a carico del sistema sanitario regionale, così come nel caso di donazione e conservazione per uso allogenico a fini solidaristici.
La Commissione Bilancio, con questo ultimo passaggio della proposta di legge, istituisce di fatto un apposito capitolo nel Bilancio regionale che sarà alimentato nella prossima Legge finanziaria.

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Cellule staminali, è già domani!

images.jpegLa possibilità di impiegare le cellule staminali per la cura di gravi malattie si sta sviluppando con grande velocità e i primi risultati sull’uomo stanno raccogliendo risultati soddisfacenti che le riviste scientifiche non mancano di pubblicare. La speranza dunque si sta realizzando.

All’Aquila, coordinato dal prof. Giovanni Gasparrini Direttore della Clinica Medica del Policlinico Gemelli di Roma, si è svolto un meeting al quale hanno partecipato clinici e ricercatori dell’Università Cattolica di Roma, del Suor Orsola di Bologna e del San Matteo di Pavia. Ecco in estrema sintesi le possibilità concrete di medicina rigenerativa nelle principali applicazioni pratiche delle cellule staminali.

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La notizia del bimbo che salverà il fratellino fa il giro del mondo

stampa_estera.jpgPer la prima volta in Spagna, un neonato curerà la grave anemia di cui soffre il fratellino di 6 anni. Le cellule della salvezza sono al momento conservate persso il “Banco de Cordon Umbilical di Malaga”, ma prima di portare a termine la fecondazione è stata necessaria la luce verde della Commissione Nazionale della Riproduzione Assistita, che ha stilato un rapporto. La gravità della patologia - hanno sentenziato gli studiosi - ha giustificato l’eccezionalità di questa terapia “hi-tech”. (La Stampa, Tutto Scienze, Gian Antonio Orighi, 15 ottobre 2008)

A siviglia viene al mondo un bambino di nome Javier, che fin dal concepimento non è uguale agli altri. La sua venuta al mondo infatti è stata selezionata, fin da prima di nascere Javier non era uno qualunque. Deve infatti salvare il fratellino Andreas, sei anni, affetto da una grave forma di beta talassemia. Il nostro augurio è che Andreas si salvi grazie al fratellino, e che Javier, dopo averlo salvato, illumini meglio tutti quelli che dovrebbero amarlo di un amore totale. (Il Giornale, Luca Doninelli, 15 ottobre 2008)

Suo fratello è affetto da una malattia ereditaria, la beta talassemia o anemia mediterranea: e Javier, 3 chili e 400 grammi alla nascita, è stato selezionato geneticamente per poterlo curare. L’anemia mediterranea o talassemia è una malattia ereditaria dovuta alla sequenza anomala di una delle catene dell’emoglobina, la proteina all’interno del globulo rosso e che ha il compito di trasportare lìossigeno. (Avvenire 15 ottobre 2008)

Fiocco azzurro speciale in Spagna. Il piccolo Jvier è stato selezionato geneticamente con l’obiettivo di far sì che il fratello Andreas di 6 anni potesse ricevere il sangue del suo cordone ombelicale, in modo da iniziare a produrre globuli rossi sani contrastand la malattia che lo affligge. E che grazie ai progressi della ricerca non ha colpito il ftatello Javier, privo del difetto genetico alla base della malattia. (Il Tempo, 15 ottobre 2008)

I punti: la tecnica: La diagnosi genetica preimpianto verifica se l’embrione è sano prima di essere trasferito nell’utero; il precedente: Nel 2003 nasce in Gran Bretagna Jamie, il primo bebè selezionato per curare il fratello malato di una grave anemia; Spagna: A Siviglia è nato domenica Javier, selezionato geneticamente per curare il fratello malato di talassemia. (La Repubblica, Alessandro Oppes, 15 ottobre 2008)

E’ nato a Siviglia, le sue staminali contro la beta talassemia. Il cordone ombelicale del piccolo Javier sarà utilizzato per guarire Andreas. (Il Mattino, Paola Del Vecchio, 15 ottobre 2008)

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Spagna: Javier curerà il fratellino affetto da betatalassemia

20081014_neonati.jpg(AGI) - Madrid, 14 ott. - Il fratello ha una rara malattia ereditaria, la ‘beta talassemia’: Javier, 3 chili e 400 grammi alla nascita, e’ stato selezionato geneticamente per poterlo curare. Javier e’ nato domenica mattina nell’ospedale Virgen del Rocio di Siviglia “nella speranza di poter dare a suo fratello Andres, la possibilita’ di continuare a vivere”, ha annunciato il Servizio Sanitario spagnolo, in una nota. Secondo i medici, il sangue del suo cordone ombelicale servira’ a realizzare un trapianto di midollo osseo al fratello, in modo che il piccolo cominci a produrre globuli rossi sani. “Le possibilita’ di guarigione del piccolo dopo il trapianto sono molto alte”, dicono in medici. Fino al momento dell’intervento, la cui data non e’ stata resa nota, il prezioso sangue rimarra’ custodito nella Banca del Cordone Ombelicale di Malaga. Il neonato non ha il difetto genetico che avrebbe provocato anche in lui la malattia. Dopo il ‘via libera’ della Commissione Nazionale per la Riproduzione Assistita, i genitori Javier e Andres, originari di Cadice, hanno scelto di ricorrere alla diagnosi genetica pre-impianto: una tecnica che consente di verificare se un embrione e’ sano o meno dal punto di vista genetico, prima che sia trasferito nell’utero materno. Per questo tipo di diagnosi, assolutamente vietata in Italia, l’embrione ottenuto con la fecondazione ‘in vitro’ viene esaminato geneticamente per verificare che non sia portatore di alcuna malattia. Al di la’ delle implicazioni di tipo etico, il metodo ha consentito di concepire un bebe’ sano, ma anche un donatore idoneo perche’ il fratello venga curato mediante un trapianto di cordone, che ha un identico profilo di compatibilita’.

 

Ottimismo su nuove cure da staminali cordonali

logo2.jpg‘Le staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale possono diventare lo strumento per la cura di patologie altrimenti non curabili’. Lo ha detto Carlo Ventura, direttore del Laboratorio di Biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali dell’Universita’ di Bologna, al 84/o congresso nazionale della Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), in corso a Torino. ‘Finora le staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale sono state impiegate in campo ematologico, ma si intravede la possibilita’ di utilizzare queste cellule per la riparazione di tessuti piu’ complessi come quelli cardiaci, di vasi, pelle, cornee e del sistema nervoso centrale e periferico’, ha spiegato Ventura.

Fonte Aduc Salute 

www.sigo.it

Il papà delle staminali: “migliaia di bimbi salvati con i trapianti”

trapianti.jpgQuarant’anni fa Richard Gatti operò il primo neonato. Oggi annuncia: presto esperimenti su infarti e diabete. Il quotidiano “Libero” pubblica un’intervista di Luisa Monini a Richard Gatti, dell’Università della California di Los Angeles. Artefice e piioniere dei quell’intervento, il primo trapianto di cellule staminali eseguito in America su un bambino votato a morte certa per una grave malattia congenita del sangue, poi salvato dal trapianto di cellule emopoietiche prelevate dal midollo osseo. Nell’intervista il dott. Gatti parla anche dell’importanza delle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale.

“Il cordone ombelicale - dice - è una fonte sicura e importante di cellule staminali plastiche e versatili, con caratteristiche proprie che le rendono meno aggressive dal punto di vista immunologico nei confronti dell’ospite, cosa che consente di usare criteri meno restrittivi in termini di compatibilità nella selezione dell’unità cordonale rispetto alla scelta di un donatore volontario di midollo. Il problema è la quantità di cellule che è bassa. In circa 100 ml di sangue aspirato dal cordone sono contenute cellule staminali sufficienti per un trapianto in bambini e giovani adulti sino ad un peso di 40 - 50 kg. Garzie a sofisticate tecniche di laboratorio oggi però le cellule possono essere amplificate, aumentate cioè di numero e quindi usate anche per la cura di persone adulte. La vera differezna tra queste cellule staminali rispetto a tutte le altre è nella loro facile reperibilità; si trata infatti di utilizzare lo stesso cordone ombelicale che fin dall’inizio della storia dell’umanità veniva gettato subito dopo il parto perchè inutile. Oggi il cordone ombelicale può essere conservato in “banche private” o donato a “banche pubbliche”, a seocnda della legislazione dei differenti Paesi (in Italia è lecita la donazione a banche pubbliche ma non la gestione privata - ma si può esportare all’estero n.d.r.) ed essere impiegato sia come riserva di cellule per la salute futura dei figli, sia, in caso di compatibilità, per trapianti a terzi”.

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Cordone ombelicale: che farne?

“Donarlo a una banca pubblica, in uno dei (pochi) punti nascita che lo raccolgono, o conservarlo per sè, a pagamento all’estero? Per ora sono queste le alternative”. Il mensile “Io e il mio bambino” pubblica un interessante dossier di Chiara Sandrucci sulle attuali possibillità in Italia in materia di conservazione o donazione del cordone. Interessante il sondaggio del portale Qui Mamme secondo cui l’82% è favorevole a conservarlo privatamente anche in Italia. Nell’articolo si dà informazione anche del servizio di conservazione di SmartBank, la prima azienda italiana a operare nel settore che conserva le staminali in Inghilterra a Plymouth.

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