E’ con piacere che segnaliamo luscita in libreria - edizioni Guanda - di “Staminalia” di Armando Massarenti. Staminalia è un resoconto appassionato e puntuale di un intero ambito cruciale ed entusiasmante della ricerca, da cui è lecito aspettarsi la rivoluzione medica del XXI secolo.Da un passaggio tratto dal libro: “È la più grande promessa della medicina del XXI secolo, ma non è detto che riusciremo a beneficiarne. Questo è il primo punto che dovremmo aver chiaro. La cautela è il primo dovere morale quando si è di fronte a un campo di ricerca come quello delle cellule staminali, sicuramente tra i più innovativi della scienza di oggi, ma che non ha ancora prodotto risultati tali da far toccare con mano la rivoluzione che tutti ragionevolmente ci aspettiamo. Ed èproprio da questa ragionevolezza che bisogna partire se si vuole affrontare, nella sua interezza, l’insieme delle responsabilità e dei problemi che questo tipo di ricerca pone a governi, scienziati, bioeticisti e semplici cittadini bisognosi di cure. Le terapie che ne deriveranno, ha affermato il preside della facoltà di Medicina di Harvard, «è probabile che potranno fare per le malattie degenerative quello che gli antibiotici hanno fatto per le infezioni».
Il realizzarsi o meno di questa profezia dipenderà innanzitutto da due elementi: il potere reale di quelle cellule e la creatività (e libertà) dei ricercatori.”
Armando Massarenti lavora per il supplemento culturale Il Sole 24 Ore Domenica dove si occupa, dal 1986, di storia e filosofia della scienza, filosofia morale e politica, etica applicata. E’ Direttore della rivista Etica e Economia ed è professore a contratto presso diverse università.
Ci sembra interessante segnalare l’articolo pubblicato sul quotidiano LA NAZIONE di Firenze che dà notizia del progetto del prof. Alberto Bosi, primario di Ematologia di Careggi, di ideare una struttura ad alta specializzazione dedicata alla cura della leucemia fulminante. La struttura troverà sede nel vecchio San Luca, dove attualmente sono ancora l’unità trapianti, l’ematologia, la banca del cordone ombelicale e la tossicologia. Il prog. Bosi dice “Abbiamo bisogno anche del sostegno dei privati”. Il progetto chiamato “Luce” (Leucemia unit Careggi enterprise) è promosso da una task force di medici e associazioni di pazienti e nei prossimi mesi con il contributo dell’AIL sarà realizzata anche una casa di accoglienza dove i malati di leucemia e le loro famiglie potranno vivere durante i lunghi mesi della terapia e successivi al trapianto midollare.
scarica il pdf dell’articolo
La rivista Obiettivo Salute edita dall’AIL di Taranto ha pubblicato un dossier sul cordone ombelicale. In questo blog gli articoli a mia firma che vogliono dare un profilo dell’attuale situazione italiana che manca ancora di un preciso quadro normativo. Il senso del dossier è quello di aprire il dibattito ad una prospettiva di sinergia tra pubblico e privato sul modello americano e inglese. Nel dossier è pubblicato anche un articolo della Presidente dell’Adisco, Carolina Scioner, che ancora si concentra su una posizione di chiusura nei confronti del privato e della conservazione autologa. Noi che curiamo questo blog ci auguriamo che invece il confronto sia quanto prima aperto in senso liberale e se vogliamo anche liberista, nell’ottica di un rapporto trasparente tra il servizio sanitario pubblico, il privato e l’associazionismo di settore. Nel dossier, l’intervista ad Alberto Tedesco, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Puglia e alla dott.ssa Irene Martini, direttore scientifico di SmartBank.
Alessandra Filograno
scarica ilpdf di Obiettivo Salute
Viene da uno studio condotto su prove cliniche in fase I/II da parte del prof. Francesco Frassoni che opera al Centro Cellule Staminali e Terapia Cellulare dell’Ospedale S.Martino di Genova la notizia di un maggior successo nella terapia dei trapianti per via intramidollare rispetto a quelli per via endovenosa. Il prof. Frassoni ha messo in atto un sistema innovativo attraverso il quale invece di trapiantare staminali ematopoietiche per via endovenosa il trapianto avviene per via intra-midollare, consentendo così di trapiantare le cellule direttamente in quella che possiamo definire la fabbrica delle cellule del sangue. Le cellule vengono direttamente infuse nella parte superiore/ posteriore della cresta iliaca.
Ma il dato ancora più rilevante che si deduce da questo studio è che questa tecnica di trapianto garantisce un impianto più sicuro delle cellule infuse (80-100% del recupero piastrinico) in tempi analoghi a quelli del trapianto per via endovenosa (30 giorni) e soprattutto consente il trapianto con un numero di cellule mononucleate inferiore (pari a 2,6×107/kg) rispetto al numero necessario per un trapianto per via endovenosa (pari a 3,5×107/kg). Hanno partecipato alle prove cliniche 20 pazienti affetti da Leucemia Mieloide Acuta (AML) e 12 pazienti affetti da Leucemia Linfoide Acuta (ALL).
Il trapianto intra-midollare, dunque, mostra la sua efficacia con un numero inferiore di cellule staminali, garantendo peraltro risultati positivi anche quando la compatibilità tra donatore e ricevente non è totale.
Lo studio del prof. Frassoni sarà presentato nell’ambito dei lavori della Conferenza Internazionale sulla Biologia e le Applicazioni Cliniche delle Cellule Staminali del Cordone Ombelicale che si terrà dal 16 al 19 ottobre a Mandelieu (Cannes) in Francia. La conferenza celebrerà il 20mo anniversario del primo trapianto di sangue cordonale e il decimo anniversario del Netcord e dell’Eurocord.
Riferimento bibliografico: Frassoni et al., Aug.9th, 2008. “Direct Intrabone transplant of unrelated cord-blood cells in acute leucemia: a phase I/II study” The Lancet
SmartBank, la prima banca delle cellule staminali operativa dal
La rivista medica Gyneco dell’A.O.G.O.I. - Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, pubblica un articolo sul Convegno organizzato da Assobiobanche, l’organizzazione che riunisce le banche private specializzate per la raccolta delle staminali da cordone. Nella puntuale cronaca di Stefano Simoni, le diverse posizioni del mondo scientifico e le opzioni giuridiche per un possibile sviluppo della ricerca e del diritto a conservare le staminali. Ne parlano il prof. Luca Marini, il prof. Alessandro Nanni Costa e la dott.ssa Irene Martini.
scarica l’articolo integrale
Il mensile Ok Salute pubblica una notizia di grande rilevanza medico-scientifica. Da uno studio dell’Eurocord, il registro delle banche europee del cordone ombelicale, si rileva che le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale possono aiutare, in alcuni casi, i bambini malati di talassemia, una delle patologie genetiche più diffusa nell’area del mediterraneo.
Scarica l’articolo integrale