Stati Uniti: Sangue del cordone ombelicale è stato utilizzato con successo nel trattamento di una bambina di due anni, Chloe Levine, nata con una grave paralisi cerebrale, che le impediva di muovere la parte destra del corpo. Dopo due mesi, grazie all’azione delle cellule staminali cordonali autologhe, Chloe aveva già recuparato il 50% delle proprie funzioni. Dawn Vargo, esperto di bioetica per la Focus on the Family Action ritiene che “il recupero di Chloe dimostra che è possibile raggiungere gli stessi risultati senza l’impiego di cellule staminali distruttivo per gli embrioni”.
fonte: Aduc Salute
“Le cellule staminali rappresentano l’unica vera scoperta scientifica degli ultimi 20 anni, per questo la ricerca in questo campo va incentivata attraverso adeguati finanziamenti ed e’ indispensabile che la donazione e la conservazione del cordone ombelicale diventi routine”. Melania Rizzoli, medico, parlamentare del Pdl, ha voluto raccontare la guarigione dal cancro per dare speranza ai malati oncologici. A giugno i medici l’hanno dichiarata scientificamente guarita.
In questo lungo articolo su Famiglia Cristiana racconta la sua esperienza e la convinzione che sia importante che ci siano le banche del cordone ombelicale, su cui ha presentato anche una proposta di legge. “Aiutare il mondo sanitario dal punto di vista delle leggi è ancora più importante”. “Fino a dieci anni fa, di un tumore come il mio si moriva. Invece oggi si guarisce, attraverso il trapianto di cellule staminali”.
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La Stampa Web - News
22/7/2008 - La ricerca finanziata da Telethon
Così si producono i globuli rossi evitando il trapianto
R. CRI.
MILANO
Nuovo e importante passo avanti verso la terapia genica della beta-talassemia, una delle malattie ereditarie più diffuse al mondo, soprattutto nell’area del Mediterraneo.
Uno studio, pubblicato ieri sulla rivista americana «Proceedings of the National Academy of Sciences» e condotta da ricercatori guidati da Giuliana Ferrari dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET) e dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha dimostrato come nei topi le cellule staminali emopoietiche (quelle destinate a crescere e a differenziarsi in cellule del sangue), corrette con la terapia genica e trapiantate nell’organismo, abbiano un forte vantaggio rispetto a quelle malate e riescano, «seppure in minoranza», ad assicurare una normale produzione di globuli rossi.
La beta-talassemia, o morbo di Cooley, una delle varianti più gravi, è dovuta a un difetto nel gene della beta-globina, una delle porzioni che formano l’emoglobina. Al momento l’unica terapia che assicura una guarigione definitiva è il trapianto di cellule staminali del midollo osseo, ma non sempre si dispone di un donatore compatibile. Con la terapia genica, che ha già dimostrato di funzionare nel modello animale fin dal 2000, non occorrerebbe, invece, trovare un donatore. Spiega Giuliana Ferrari, coordinatore dello studio e responsabile dell’Unità di Trasferimento Genico in Cellule Staminali al San Raffaele TIGET: «La novità della nostra ricerca sta nel fatto che per la prima volta abbiamo dimostrato che le cellule staminali, corrette con il vettore, sono avvantaggiate rispetto a quelle malate e riescono a compiere perfettamente il percorso fino allo stadio di globulo rosso».
ROMA - 30 giugno 2008
Arriva in Gazzetta Ufficiale l’annunciata proroga dei termini per l’avvio di una rete di bio-banche (anche private) per la conservazione del sangue da cordone ombelicale e delle cellule staminali in esso contenute. La dead line viene posticipata dal 30 giugno 2008 (fissato dal decreto Milleproroghe) al 28 febbraio 2009. Nuovo termine valido anche per l’introduzione del meccanismo cosiddetto della conservazione ‘autologa solidale’, un compromesso tra l’uso solidaristico e quello personale. Contestualmente, viene prorogata la validità dell’ordinanza Turco del 4 maggio 2007 che regolamenta la materia.
Al 72% degli intervistati non è sfuggita la notizia che i Principi delle Asturie hanno conservato il sangue cordonale delle loro due figlie, inviandone una parte all’estero.
Alla domanda se la conservazione del sangue cordonale debba far parte delle prestazioni offerte dalle compagnie d’assicurazione private, quasi il 78% ritiene di si’; solo il 22% e’ contrario. L’indagine dimostra che rispetto al costo del servizio, le donne gli danno piu’ valore degli uomini; il 42,6% delle donne sarebbe infatti disposta a pagare 100 euro l’anno, mentre il 45,7% degli uomini non ne pagherebbe piu’ di 50. Il sondaggio ha anche evidenziato le differenze esistenti tra Comunita’ autonome, sia riguardo al tema in se’ sia rispetto alle possibilita’ concrete d’attuazione.
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I cordoni ombelicali sono fonte preziosa di staminali: perché negarne la conservazione? “Comunuqe la si pensi credo che su una cosa dovremmo tutti concordare e batterci: evitare che quei cordoni ricchi di preziose cellule staminali utili a guarire gravi malattie del sangue finiscano tra i rifiuti delle sale parto, se poi la rete pubblica non in grado di salvarli tutti, intanto permettiamo che vengano raccolti e conservati. Permettiamo una prassi di acclarata utilità, di riconosciuto valore scientifico e un diritto personale di ogni donna, di ogni madre.”
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SmartBank partecipa alla manifestazione Miss Mamma Italiana portando il suo contributo di informazione sulla conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale.
Alla Miss Mamma 2008, in occasione della premiazione, SmartBank donerà un kit per la conservazione del cordone ombelicale nel laboratorio inglese di Plymouth. La Miss Mamma si aggiungerà così a migliaia di altre mamme e a personaggi noti come Ambra Angiolini, Fiorello, Marco Morandi, Katia Pedrotti e Ascanio Pacelli, Anna Valle, Loris Capirossi, Angela Melillo e tante altre mamme amiche della salute.
E anche perché informare ed essere informati sui progressi della ricerca e della medicina è un diritto di tutte le mamme per la salute dei bambini.
Il cordone ombelicale, un “tesoro” da conservare.
”Fare in modo che il cordone ombelicale non venga gettato via. E’ questo l’obiettivo di ogni mamma che vorrebbe conservare o donare il cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, preziose oggi per la cura di molte malattie del sangue. E attraverso i progressi della ricerca scientifica molto utili in un futuro ormai prossimo per la salute dei nostri bambini e della famiglia.”
Irene Martini, biologa, direttore scientifico SmartBank
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Il sito www.marketpress.info dà notizia del prossimo convegno che si svolgerà il 3 e 4 luglio a Milano presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi del capoluogo lombardo che vedrà riuniti medici, giuristi, direttori amministrativi, esperti internazionali per discutere di biotecnologie applicate al campo medico - scientifico. Il Prof. Giovanni Peretti, Direttore Scientifico dell´Istituto Ort. Gaetano Pini e Direttore della Cattedra e della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia , fa presente che, alla base di qualsiasi applicazione clinica , c´è la ricerca scientifica sperimentale. “Questa viene svolta anche a Milano, “ spiega il prof Peretti, “presso il nostro Istituto e presso altre sedi universitarie ed ha portato ad importanti acquisizioni sulla utilità delle cellule staminali e della ingegneria dei tessuti, che consente di preparare in vitro tessuti costruiti con le cellule dello stesso individuo ricevente, con la garanzia della massima tollerabilità. Le risorse economiche per gli studi sperimentali ed ancor più per l´arruolamento di personale medico che si dedichi alla ricerca, sono molto scarse in Italia, per cui altri Paesi mandano avanti la ricerca più rapidamente di noi, spesso utilizzando cervelli importati dall´Italia”. “E’ urgente”, dice il prof. Giorgio Maria Calori, dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, organizzatore e direttore del convegno,“ la assunzione di provvedimenti seri che siano in linea con le più recenti acquisizioni scientifiche sulle biotecnologie. Molteplici, infatti, sono ormai i campi di applicazione nella Ortopedia e Traumatologia, anche se sono tutt’ora in fase di definizione le conclusioni sulla efficacia terapeutica.”
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