SmartBlog

LE STAMINALI FINISCONO IN TEATRO

Il tema dell’incontro è stato “Brecht scriverebbe delle staminali?”. A parlare al pubblico della Scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano è stato Paolo Rebulla, ematologo della Fondazione Policlinico del capoluogo lombardo, responsabile della Milano Cord Blood Bank, ospite del secondo appuntamento del ciclo curato da Giuseppe Di Leva. Secondo Rebulla, il drammaturgo tedesco avrebbe oggi molte ragioni per scrivere di cellule staminali, di cui si parla oggi a proposito, ma anche a sproposito. Le domande sono ancora molte (le staminali ci offrono nuove possibilita’ terapeutiche? Quali sono reali, quali sono ipotetiche? Dove inizia e finisce il diritto alla salute? Il sangue del cordone ombelicale, ricco di staminali ‘emopoietiche’, lo tengo per mio figlio o lo dono alla comunita’? C’e’ qualcuno che specula su queste cose?) e nel dibattito su queste preziose cellule bisogna conoscere alcuni dati scientifici e imparare a distinguere il maquillage informativo dall’informazione sanitaria accurata.

STAMINALI EMBRIONALI PER CURARE LA RETINITE PIGMENTOSA IN TOPI

images.jpgPer ora i risultati sono stati ottenuti solo nell’animale da laboratorio, ma in futuro potrebbero arrivare anche sull’uomo: in una ricerca internazionale coordinata dalla Columbia University Medical Center di New York, presto pubblicata sul numero di marzo della rivista scientifica Transplantation, cellule staminali embrionali di topo hanno sostituito con successo le cellule malate della retina, ridando la vista a topi affetti da retinite pigmentosa, malattia su base genetica causata dalla morte delle cellule della periferia della retina, che si manifesta con l’impossibilità di vedere bene nell’oscurità, per poi arrivare a un campo visivo sempre più ristretto, fino alla cecità. Se si riusciranno a superare alcune difficolta, la tecnica potrebbe diventare un nuovo approccio terapeutico anche per altre malattie che causano la perdita di cellule della retina.

POLO DI ECCELLENZA SULLE STAMINALI A PISA

Nuovo impulso alla ricerca sulle staminali: nascerà a Pisa un polo medico di eccellenza per la ricerca su queste preziose cellule. Il progetto è del Centro per l’Uso Clinico delle Cellule Staminali (CUCCS), che ha presentato un bando da 800mila euro per il cofinanziamento di progetti di ricerca sulle cellule staminali mesenchimali, cioè staminali adulte ottenibili dal midollo osseo, ma anche da altri tessuti, come il grasso, il sangue di cordone ombelicale, i tessuti linfatici, e che a differenza delle cellule embrionali non hanno le stesse implicazioni etiche. Il bando “CUCCS 2010” finanzierà quattro progetti di ricerca della durata di tre anni, da svolgersi nell’Ateneo di Pisa o all’AOUP (Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana).

NUOVO IMPULSO ALLA RICERCA USA SULLE STAMINALI

ricercatore.jpgL’apertura dell’amministrazione Obama alla ricerca biotech sta dando forte impulso al settore delle staminali: secondo un articolo comparso su Il Sole 24 ore, la Società Fate Therapeutics di San Diego ha ottenuto la prima licenza statunitense per trasformare le normali cellule dell’organismo umano in staminali pluripotenti, in grado di produrre tutti i tessuti dell’organismo umano, mentre qualche settimana fa un’altra società californiana, la iPieran di San Francisco, si è vista riconoscere un brevetto analogo dall’Intellectual Property Office britannico. La Fate Therapeutics intende utilizzare questa tecnologia per sviluppare cure per malattie degenerative, come Parkinson e demenza senile, ma anche traumi spinali, diabete e lesioni cardiache. La tecnica permetterebbe di trasformare le stesse cellule di un paziente in staminali compatibili per un trapianto e in grado di rigenerare tessuti sani.

SCIENZIATE ANCORA CONTRO I TAGLI ALLA RICERCA

tagli-alla-ricerca.jpgUn ”abuso di potere” : così è stato definita sulla rivista Nature l’esclusione delle cellule staminali embrionali dai bandi di ricerca pubblica in Italia dalle tre ricercatrici, che lo scorso luglio avevano fatto ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del governo di escludere dal finanziamento pubblico la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane.
”Il nostro ricorso, ad oggi, non ha avuto successo, ma intendiamo continuare questa battaglia, anche se dovessero essere necessari anni a confronto della rapida evoluzione delle conoscenze scientifiche in questo ambito”, scrivono Elena Cattaneo, direttrice del laboratorio cellule staminali dell’Università di Milano, Elisabetta Cerbai, dell’Università di Firenze, e Silvia Garagna, dell’Università di Pavia- ”Riteniamo infatti - aggiungono – che l’esclusione di questo tipo di cellule, legalmente utilizzabili e scientificamente importanti, costituisca un abuso di potere e che, pertanto, la nostra azione assuma una valenza sia sul piano politico che culturale di particolare rilievo nella situazione attuale del nostro Paese”.

Fonte ADUC

NELLA MEDICINA RIGENERATIVA 5° POSTO ALLA CINA

ricercatore-cinese.jpgDopo aver investito milioni di dollari nella ricerca sulle cellule staminali, la Cina ha guadagnato il 5° posto tra i Paesi con il maggior numero di pubblicazioni scientifiche nel campo della medicina rigenerativa. Davanti ha solo Stati Uniti, Germania, Giappone e Regno Unito. Il dato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Regenerative Medicine dai ricercatori canadesi del McLaughlin-Rotman Centre for Global Health, di cui si parla in un articolo comparso nella pagina “salute” del Sole 24 ore. Negli ultimi 8 anni, gli studi firmati da scienziati cinesi sull’uso terapeutico delle cellule staminali sono saliti dai 37 del 2000 ai 1.116 apparsi nel 2008 sulle riviste scientifiche di tutto il mondo.

RICERCATORI ESPANDONO STAMINALI CORDONALI PER LA CURA DELLA LEUCEMIA

midollo-osseo-22.jpgPotrebbero in futuro esserci ragioni in più per donare o conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino dopo il parto: grazie ai risultati di una ricerca condotta da ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, pubblicati su Nature Medicine, è stato ideato un ‘moltiplicatore’ di cellule staminali del cordone ombelicale, che potrebbe rappresentare un passo decisivo nel trapianto di midollo nei malati di leucemie. Il problema legato all’uso delle staminali del cordone è infatti il basso numero di cellule contenute in un’unità di sangue, spesso non sufficienti per un paziente con leucemia.
Secondo il coordinatore dello studio, Colleen Delaney, è possibile manipolare le staminali in laboratorio con l’obiettivo di aumentarne il numero, attivandole con un moltiplicatore che ne espande il numero di un’unità di sangue cordonale milioni di volte, rendendo il trapianto più efficace, tanto che le cellule attecchiscono in 14 giorni e cominciano a riprodurre cellule del sangue. I risultati pubblicati sulla rivista riguardano per ora 10 pazienti dai 3 ai 43 anni con leucemia acuta, che hanno ricevuto due unità di sangue del cordone ombelicale.

VITAMINA C NELLA TRASFORMAZIONE DA CELLULE ADULTE A STAMINALI

vitamina-c.jpgLa vitamina C, noto antiossidante, potrebbe aiutare a stimolare la riprogrammazione delle cellule adulte in cellule staminali, cioè in cellule staminali pluripotenti indotte. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio pubblicato su Cell Stem Cell dai ricercatori della Chinese Academy of Sciences di Guangzhou, in Cina. La ricerca è stata condotta su un gruppo di topi e su cellule umane. Secondo Duanqing Pei, coordinatore dello studio, la vitamina C favorirebbe la riprogrammazione grazie alla sua capacità di ridurre l’invecchiamento cellulare e accelerare i cambiamenti di espressione genica, aumentando la trasformazione in staminali pluripotenti.

INDIVIDUATE PROTEINE PER RIPARARE IL CUORE

sviluppo-del-cuore.jpgSi chiamano Cripto e Tbx1 e sono due proteine coinvolte in modo diverso in fasi differenti di sviluppo delle cellule staminali cardiache. Un loro funzionamento alterato porta a difetti cardiaci. A chiarirne il ruolo sono stati due studi scientifici pubblicati sulla rivista Circulation Research (organo ufficiale dell’American Heart Association), e realizzati dall’Istituto di Genetica e Biofisica ‘Adriano Buzzati Traverso’ del CNR di Napoli.
Cripto, oggetto della prima ricerca condotta da Gabriella Minchiotti, ricercatrice dell’Istituto di genetica e biofisica, interviene nelle fasi iniziali dello sviluppo embrionale dei mammiferi, promuovendo la trasformazione o meno delle cellule staminali in cellule cardiache (cardiomiociti).I bersagli dell’azione di Cripto sarebbero due nuove molecole, un recettore di membrana “APJ” ed il suo “ligando Apelina”.
La proteina Tbx1, studiata invece da Antonio Baldini, direttore dell’Istituto, interviene in un secondo tempo, quando le cellule, già avviate verso il loro destino “cardiaco”, sono però ancora immature e in grado di differenziarsi nei tipi cellulari essenziali per la formazione del tessuto cardiaco. I risultati dimostrano come questa proteina sia necessaria per la proliferazione di cellule tri-potenti, capaci di differenziarsi in cardiomiociti, cellule endoteliali dei vasi e delle cavità cardiache, e cellule della muscolatura liscia. L’obiettivo dei ricercatori è ora identificare i bersagli molecolari per sviluppare cure per la rigenerazione del tessuto cardiaco.

CELLULE STAMINALI NELLA CECITA’ CORNEALE, NUOVO SUCCESSO DALLA SPAGNA

occhio-cornea.jpgAncora un successo con il trapianto di cellule staminali nella cecità dovuta a lesioni della cornea, causata da leucomi vascolari, per ustioni o traumi, tracomi o cheratiti: questa volta i risultati arrivano dalla Spagna, grazie al lavoro di alcuni scienziati dell’Istituto Universitario di Oftalmobiologia Applicata dell’Università di Valladolid e dall’Istituto di Biologia e Genetica Molecolare dello stesso ateneo, guidati da Margarita Calonge Cano .
Le cellule staminali, prese dall’epitelio corneale dell’occhio sano del paziente o da un donatore familiare compatibile, sono poi coltivate e impiantate nell’occhio malato.
Questa terapia potrebbe rivoluzionare la cura della sindrome di insufficienza limbare, che si verifica quando cellule staminali limbari, localizzate nel limbus (una parte della cornea) e che consentono all’epitelio corneale di rinnovarsi perennemente, si riducono a causa di infezioni, causticazioni da acidi o alcali, ustioni corneali, malattie autoimmuni e genetiche. In condizione di deficit di cellule staminali, il trapianto di cornea non è infatti indicato perché il lembo andrà incontro a problemi epiteliali non appena si esaurirà l’epitelio del donatore. L’innesto di cellule staminali limbari autologhe può ricostruire permanentemente la superficie corneale di pazienti con completa distruzione del limbus. Finora il nuovo metodo è stato usato su 12 pazienti e si è dimostrata efficace in otto casi.

DALLE STAMINALI EMBRIONALI NUOVI NEURONI SPECIALIZZATI

sinapsi.jpgTerapie cellulari per curare malattie neurodegenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica, il Parkinson o l’Alzheimer: ad aprire una strada promettente in questo settore sono i risultati di uno studio appena pubblicato sul Journal of Neuroscience, condotto dal gruppo di James Weimann del Dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia della Stanford Medical School, in California. I ricercatori hanno preso cellule staminali embrionali e le hanno trasformate in provetta in neuroni non specializzati, trapiantandoli in varie parti della corteccia cerebrale di topi neonati. I neuroni trapiantati hanno formato popolazioni specifiche di cellule nervose, formando fibre nervose, sinapsi e specializzandosi nei diversi neuroni presenti nella corteccia (è questa la novità). Resta ora da verificare l’efficacia del trapianto anche nel cervello di topi adulti. L’obiettivo è quello di ripristinare parti del cervello degenerate a causa di malattie.

DOSSIER SULLE STAMINALI CORDONALI PER LE OSTETRICHE

ostetriche.jpgSmartBank Foundation ha presentato un dossier sulle cellule staminali cordonali dedicato alle ostetriche, figure professionali fondamentali al momento del parto nel prelievo del sangue venoso del cordone ombelicale del neonato. L’occasione è stata il corso ECM sul “Ruolo dell’ostetrica nell’informazione e prelievo del sangue venoso cordonale”, organizzato i giorni scorsi nella sede di SmartBank. 16 pagine suddivise i capitoli, offrono una visione a 360° delle potenzialità delle staminali: dalle patologie trattabili con queste cellule “bambine”, alle tipologie di trapianto (eterologo, eterologo familiare e autologo), dalle modalità di conservazione, alla donazione, dalle procedure per il prelievo del sangue venoso cordonale, alle varie modalità di prelievo a confronto. L’ultimo capitolo raccoglie le 14 domande più frequenti e le relative risposte per le ostetriche, per arrivare a una comunicazione chiara e semplice congiunta sulla donazione e sulla conservazione, sulla base di quanto è stato stabilito dal NMDP (National Marrow Donor Programme) e dalla Parents Guide to Cord Blood Banking .

LE OSTETRICHE IN PRIMO PIANO

Le ostetriche hanno un ruolo fondamentale nell’assicurare al neonato la propria riserva di cellule staminali. Per questo motivo, mercoledì 20 gennaio è previsto a Roma, in Via Alessandro Torlonia 16, nella sede di SmartBank, un corso ECM dedicato al “Ruolo dell’ostetrica nell’informazione e prelievo del sangue venoso cordonale”. Durante il corso, che durerà dalle 14 alle 19,15, sarà consegnato un premio per il miglior prelievo ottenuto nel 2009 e sarà presentato un dossier sulle cellule staminali rivolto proprio alle ostetriche.

Leggi il programma sulla locandina

UNA DIETA PER LE STAMINALI CEREBRALI

frutta.jpg Frutta, verdura, frutta secca, tè, vino rosso, olio di oliva: introdurli ogni giorno con la dieta assicura il pieno di polifenoli (antiossidanti) e acidi grassi polinsaturi, sostanze che, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease, sarebbero in grado di attivare nei topi le cellule staminali cerebrali, stimolandole a moltiplicarsi e differenziarsi, per dare origine a nuovi neuroni. I risultati potrebbero avere in futuro ripercussioni positive sulle funzioni del cervello umano, in particolare per quanto riguarda la protezione dalle demenze e dall’invecchiamento.
I ricercatori dell’Università Autonoma di Barcellona, autori dello studio, hanno per ora testato queste sostanze su topi da esperimento, utilizzando una «crema» a base di frutta e noci disidratate, cocco, oli vegetali e farine ricche di fibre, messa a punto da un’azienda iberica, la Morella Nuts, e già risultata efficace nel ridurre colesterolo e ipertensione. Hanno diviso i topolini in due gruppi, uno alimentato per 40 giorni con una dieta standard, l’altro con la dieta standard a cui veniva aggiunta la crema e hanno poi analizzato il loro cervello. I polifenoli e acidi grassi non solo hanno determinato l’aumento del numero delle cellule staminali presenti nell’ippocampo (un’area del cervello fondamentale per la memoria), ma anche il numero di cellule nuove e differenziate, rafforzando i collegamenti nervosi compromessi dai processi neurodegenerativi e dall’età. La crema a base di polifenoli e acidi grassi è stata provata anche in vitro su cellule, dimostrando di proteggere dalle lesioni indotte dal danno ossidativo.

CELLULE STAMINALI MESENCHIMALI DA SANGUE CORDONALE PER CURARE IL RENE

dialisi.jpgCellule staminali mesenchimali isolate dal sangue del cordone ombelicale umano sono state trapiantate in topi in cui era stata provocata una forma di insufficienza renale acuta con cisplatino (un farmaco usato per la chemioterapia), favorendo la riparazione del tessuto danneggiato. L’insufficienza renale è caratterizzata da un danno esteso alle cellule dei tubuli, responsabili delle più importanti funzioni del rene e l’unica soluzione al momento è la dialisi e il trapianto. I risultati sono stati pubblicati sul numero di gennaio della rivista Stem Cells da ricercatori italiani dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo.
Una volta iniettate nel sangue dei topi, le cellule staminali mesenchimali umane, che danno origine a elementi di tessuti diversi, come l’osso, la cartilagine, grasso e epitelio, (a differenza delle staminali ematopoietiche producono cellule del sangue), si sono localizzate nel rene danneggiato, favorendo la rigenerazione del tessuto renale, con un conseguente miglioramento della funzione dell’organo e della sopravvivenza. Localmente queste cellule staminali producono fattori di crescita in grado di promuovere la proliferazione cellulare e di ridurre la morte delle cellule renali.
I risultati, incoraggianti nel modello animale, dovranno essere confermati anche nell’uomo e in questo caso la terapia cellulare potrebbe essere una cura promettente per l’insufficienza renale.
I Laboratori del Mario Negri di Bergamo stanno testando da alcuni anni le potenzialità delle cellule staminali nella rigenerazione del rene, prima che si arrivi alla perdita completa della sua funzione.